Sbarchi, Save The Children: Troppe le vittime non ancora identificate

Lampedusa, 2 ott. (LaPresse) - "Oggi siamo a Lampedusa prima di tutto per ricordare, insieme al Comitato 3 Ottobre, di cui Save the Children fa parte, tutte le vittime dei naufragi e per chiedere che venga istituito un sistema adeguato di identificazione delle vittime, a disposizione dei familiari, che ancora oggi sono in attesa di una risposta". Lo afferma Raffaela Milano, direttore programmi Italia-Europa di Save the Children.

"Siamo inoltre qui per ribadire - aggiunge - che l'unico modo per poter evitare ulteriori tragedie nel Mediterraneo è che l'Italia e l'Europa garantiscano la continuità delle operazioni di salvataggio in mare, per lo meno con le stesse capacità attuali, anche alla luce dell'aggravarsi delle crisi in paesi come Siria, Iraq, Eritrea, o nella stessa Libia, che spingono un numero crescente di persone ad imbarcarsi: non è accettabile che di fronte ad una crescente sofferenza per centinaia di migliaia di persone venga invece ridotto lo sforzo e l'impegno da parte dell'Europa".

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