Sbarchi, oggi a Lampedusa la veleggiata per i diritti umani di Amnesty

Lampedusa (Agrigento), 25 lug. (LaPresse) - Mettere le persone prima delle frontiere, fermare le morti in mare e ridare dignità alle migliaia di rifugiati che lasciano le loro terre per cercare speranza in Europa. E' un messaggio all'Unione europea e a tutte le istituzioni dei Paesi membri quello che verrà lanciato oggi da Lampedusa in occasione della 'Veleggiata per i diritti umani' organizzata da Amnesty International. L'oganizzazione da una settimana è sull'isola con un campo di formazione che sta coinvolgendo una sessantina di giovani tra i 20 e i 30 anni, non ancora attivisti, ma interessati a conoscere le finalità e le battaglie di Amnesty a favore dei rifiugiati e dei richiedenti asilo.

La veleggiata, organizzata in collaborazione con la Lega navale italiana (sezione di Lampedusa e Linosa), rientra nell'ambito della campagna 'Sos Europa: prima le persone, poi le frontiere' di Amnesty International.

L'appuntamento è alle 10, nelle acque di fronte al molo di Cala Pisana, con una serie di attività educative sui diritti dei migranti e dei rifugiati rivolte a bambine e bambini della scuola di vela della Lega navale italiana - e proseguirà con una mobilitazione in mare e in spiaggia che coinvolgerà gli attivisti in un confronto simbolico con i leader europei. Derive, tavole a vela e catamarani affronteranno un percorso a bastone tra due boe. I cabinati invece faranno una veleggiata costiera con boa di disimpegno antistante Cala Pisana con ritorno nello stesso punto. Seguiranno poi le premiazioni dei vincitori di ciascuna categoria.

Nel corso della giornata verranno anche raccolte firme per l'appello che chiede ai leader europei il rispetto dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati. Saranno coinvolti bambine e bambini, che scriveranno il loro messaggio su una vela e lo firmeranno con le impronte delle mani.

"Non si può più restare in silenzio - è il messaggio dell'organizzazione - di fronte alla continua perdita di vite umane in mare nella totale indifferenza degli stati membri dell'Ue". Per questa ragione negli ultimi mesi, Amnesty International ha ripetutamente chiesto ai governi dei paesi membri di rafforzare le attività di ricerca e soccorso nel mar Mediterraneo. "Mentre lo sforzo intrapreso dall'Italia con l'operazione Mare nostrum va apprezzato - spiegano gli attivisti - è chiaro che rafforzare le attività di ricerca e soccorso in mare può essere fatto efficacemente solo attraverso un'azione congiunta cui tutti gli stati membri dell'Ue devono contribuire".

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