Sbarchi, arrestati 5 scafisti per morte 180 migranti gettati in mare

Messina, 22 lug. (LaPresse) - Cinque cittadini extracomunitari sono stati arrestati dalla polizia di Messina con l'accusa di omicidio plurimo aggravato perchè ritenuti responsabili della morte di centinaia di migranti poi gettati in mare e recuperati domenica dalla guardia costiera. I migranti erano partiti dalle coste africane con i 561 arrivati a Messina a bordo della Torm Lotte della Marina militare. Le testimonianze dei sopravvissuti concordano sulle modalità con cui decine di profughi sono state ammassate all'interno della stiva del barcone e chiuse dentro. È stata tolta la scala interna e chiusa la porta dall'esterno eliminando così l'unica presa d'aria alla stiva. In pochi minuti il calore è diventato insopportabile e l'aria irrespirabile a causa dei gas di scarico del motore. La disperazione ha spinto quindi i prigionieri a forzare la porta e salire in coperta.

Qui i testimoni raccontano che i cinque arrestati sceglievano a caso le vittime, già in coperta o emersi dalla stiva, uomini o donne che fossero, uccidendo circa 180 persone, poi buttate in mare. I cinque arrestati (un palestinese, un arabo saudita, un siriano e due marocchini) sbarcati in Sicilia, hanno provato a nascondersi tra i profughi accolti. Tre di loro hanno poi cercato di scappare con un biglietto in tasca del pullman per Milano, ma sono stati bloccati dai poliziotti. I cinque hanno raggiunto in carcere i tre cittadini di nazionalità tunisina arrestati domenica per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

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