Sbarchi, Angelina Jolie a Malta: Dobbiamo capire dimensioni problema

Roma, 15 set. (LaPresse) - Angelina Jolie, nella veste di ambasciatrice dell'Onu, è stata ieri, insieme all'Alto commissario Onu per i rifugiati António Guterres, a Malta dove ha fatto visita alle sedi del soccorso marittimo. A darne notizia è l'Unhcr. L'attrice ha incontrato tre sopravvissuti delle tragedie degli ultimi giorni, che sono stati salvati da un aimbarcazione commerciale e condotti sull'isola. A La Valletta Jolie ha visitato anche le famiglie di rifugiati siriani che sono sopravvissuti a un naufragio un anno fa, nell'ottobre scorso. Ha potuto incontrare una coppia di Damasco che ha perso i tre figli durante la traversata e un medico di Aleppo che ha perso la moglie e la figlia di un anno. Metà delle persone che si imbarcano verso l'Europa, sottolina l'Unhcr, provengono da Siria ed Eritrea.

"Abbiamo bisogno - ha sottolineato l'attrice - di renderci conto della dimensione di questa crisi. C'è un collegamento diretto tra i conflitti in Siria e altrove e l'aumento delle morti nel Mediterraneo. Dobbiamo capire cosa muove le persone a compiere questo passo, a salire su imbarcazioni insicure e sovraffollate rischiando la vita dei propri stessi figli: è l'insopprimibile desiderio di fuggire. Fa parte di un problema maggiore - ha continuato - quello del crescente numero delle persone sfollate a causa dei conflitti nel mondo, che oggi supera i 51 milioni. A meno che non affrontiamo le radici di questi conflitti, il numero dei rifugiati che moriranno o che non riusciranno a trovare protezione non potrà fare altro che crescere".

"La risposta dell'Europa - ha sottolineato Guterrez - deve rappresentare un vero sforzo collettivo, che offra modalità più sicure di protezione e una maggiore capacità di soccorso in mare. Se non l'Europa fallisce, ancora più vite si perderanno alla sua porta". L'Unhcr sta conducendo una campagna per spingere l'Europa ad offrire modalità di ingresso per chi fugge dalle persecuzioni, in modo che non sia costretto a tentare la via del mare. Tra le misure suggerite dall'Onu ci sono l'accesso basato su necessità umanitarie, schemi di finanziamento privato, riunificazione familiare e visti per studenti e lavoratori.

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