Savina Caylyn, padre marinaio: Pagato riscatto da 11,5 milioni

Napoli, 10 gen. (LaPresse) - "Non ci sono dubbi, è stato pagato un riscatto. Credo sia quello di 11 milioni e mezzo che si diceva già un po' di tempo fa". Lo ha detto Antonio Cesaro, padre di Gianmaria, uno dei marinai della Savina Caylyn rientrati oggi in Italia dopo la fine del sequestro. "Mio figlio ora è molto provato - ha speigato - la dottoressa ci ha consigliato di lasciarlo riposare alcuni giorni. Poi ci sarà ancora molto da dire su questa vicenda".

Sulla questione non si sbottona la Farnesina: "Per quanto concerne i riscatti delle navi sequestrate - spiegano dal ministero a LaPresse - manteniamo il più stretto riserbo e circa la Savina Caylyn ci atteniamo alle parole dette dal ministro Terzi il giorno della liberazione della nave". Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, il giorno della liberazione della nave, il 21 dicembre scorso, aveva fatto sapere in un comunicato: "Il Governo italiano non ha mai contemplato la possibilità di una trattativa diretta con i pirati e tanto meno il pagamento di riscatti per la liberazione degli ostaggi, come espressamente vietato dalla normativa, a cominciare da quella riflessa nelle risoluzioni Onu, che esclude qualsiasi forma di favoreggiamento delle attività di pirateria da parte degli Stati".

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