Saviano: Boss 'guappi di cartone', si sono nascosti dietro avvocato

Napoli, 11 nov. (LaPresse) - "Mi sono sembrati guappi di cartone. I due padrini si sono raccontati come potentissimi ma poi si sono andati a nascondere dietro l'avvocato, dando a lui tutta la responsabilità dell'operazione". Così lo scrittore Roberto Saviano, in un'intervista a 'Repubblica'. Secondo Saviano, il fatto che un'istanza di remissione venga elevata al ruolo di minaccia mafiosa rende questa sentenza "epocale". E aggiunge: "Un dato fortissimo, oggettivo, emerge: viene utilizzato uno strumento processuale, in questo caso la legittima suspicione, per mandare un messaggio all'esterno, per indicare i nemici dei boss a chi stava fuori".

"Resta una domanda gigantesca - continua Saviano. Se la Corte ora dichiara che un avvocato fa minacce per conto del clan, chi sono gli uomini del clan che l'hanno ordinato? Davvero un avvocato, considerato uomo di camorra in questa sentenza, fa una minaccia e può non rendere conto ai capi? Mi sembra tutto molto strano".

"Raccontare storie" come quelle descritte in 'Gomorra' "ha fatto esplodere l'attenzione mondiale verso questi fenomeni, certo conosciuti e raccontati. E ora la mia paura è esattamente il contrario. Che si dica: ok, tutto risolto, archiviato, invece i problemi restano enormi, il loro potere continua a essere forte. In aula, per esempio, quelli che dovevamo essere protetti sembravamo noi, e i vincenti erano loro, in qualche modo. Mi è bastato vedere il boss Bidognetti, collegato in videconferenza. Loro pensano di essere ancora il potere", conclude Saviano.

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