Save the children: In Italia gravi impressionanti violazioni su minori

Roma, 22 ago. (LaPresse) - In Italia sono gravi e impressionanti le violazioni dei diritti e le violenze di ogni tipo subite da bambini e adolescenti vittime o a rischio di tratta e sfruttamento. E' quanto emerge dal Dossier 2014 'Piccoli schiavi invisibili - I volti della tratta e dello sfruttamento' diffuso da Save the Children alla vigilia della Giornata internazionale di commemorazione della tratta degli schiavi e della sua abolizione. Secondo i dati raccolti dall'organizzazione si parla di molte ragazze tra i 16 e i 17 anni originarie dei Paesi dell'Est, trasferite o attirate in Italia per essere sfruttate sessualmente, o, in altri casi, coinvolte in attività illegali o rese vittime di matrimoni precoci nei quali devono ripagare ai suoceri il prezzo sostenuto per il loro 'acquisto' dalla famiglia di origine (prevalentemente delle comunità Rom).

Per le minori nigeriane, che partono dal loro Paese con la promessa di un lavoro che non si avvererà mai, lo sfruttamento sessuale, si legge nel documento, inizia invece già nei Paesi di transito in Europa o in Libia, per trasformarsi in una prigione dalla quale è difficilissimo uscire una volta giunte in Italia e inserite sotto ricatto nel circuito della prostituzione. Il rischio di sfruttamento è poi particolarmente elevato per gran parte dei 9300 minori stranieri non accompagnati arrivati tra l'1 gennaio e il 19 agosto nel nostro Paese via mare, già segnati da ferite profonde per le violenze subite in viaggi spesso lunghi e terribili.

Anche a causa della mancanza di un sistema di protezione nazionale e conseguentemente di un'accoglienza dignitosa e rispettosa di standard minimi di qualità, segnala l'associazione, alcune migliaia di minori sono fuggiti dai centri di prima accoglienza improvvisati per gestire il costante arrivo di migranti attraverso il Mediteranneo, con la conseguente esposizione a gravi rischi di sfruttamento sul nostro territorio. Alcuni, come i minori eritrei o afghani, si rendono 'invisibili' per poter proseguire il loro viaggio verso il Nord Europa, altri, come i minori egiziani, raggiungono in maggioranza le grandi città come Roma e Milano dove accettano facilmente condizioni di lavoro estreme e sfruttamento per poter ripagare rapidamente i pesanti debiti di viaggio, e per questo fanno spesso uso di farmaci oppiacei antidolorifici per far fronte alla fatica insostenibile e al disagio, con ulteriori gravi conseguenze per la loro salute.

A destare particolare preoccupazione, come evidenziato nel dossier, è il numero sempre crescente di minori stranieri non accompagnati in arrivo in Italia via mare in fuga da guerre, dittature militari, persecuzioni o povertà, condizioni di vita estreme senza una possibilità di futuro. Secondo Save the Children, che opera sulla frontiera sud e nelle città di Roma e Milano con attività dedicate, dall'1 gennaio al 19 agosto 2014 sono giunti in questo modo in Italia complessivamente circa 16200 minori, di cui circa 9300 non accompagnati, che hanno cioè abbandonato da soli i loro Paesi di origine o che hanno perso i loro genitori o parenti durante il viaggio. Una buona parte di essi sono solo in transito sul nostro territorio, con la precisa volontà di raggiungere altri Paesi del Nord Europa, come accade in particolare nel caso dei 27376 eritrei arrivati tra l'1 gennaio e il 31 luglio 2014 (il gruppo in assoluto più numeroso), o i 6217 minori afgani segnalati in ingresso nello stesso periodo.

Si tratta di minori resi 'invisibili', e perciò più vulnerabili, dalla necessità di non essere identificati dalle autorità per non rischiare, una volta raggiunta la destinazione, il rinvio in Italia come primo Paese di ingresso nell'Ue. I soldi necessari per proseguire il viaggio e la loro condizione li espone maggiormente al rischio di sfruttamento. Ma anche la ricerca di un futuro qui in Italia non è fonte di minor rischio, spiega Save the Children, per i 11188 minori non accompagnati egiziani arrivati nello stesso periodo del 2014 (secondo gruppo più numeroso dopo gli eritrei). Infatti, come rilevano le testimonianze raccolte dagli operatori di Save the Children a Roma e Milano, la necessità di ripagare rapidamente il debito contratto dalle famiglie con i trafficanti per organizzare il loro viaggio in Italia li spinge ad accettare qualunque lavoro e a qualunque condizione.

Negli autolavaggi, ad esempio, si lavora continuativamente anche per 12 ore, a 2-3 euro l'ora, mentre ai mercati generali si svolgono lavori pesanti anche per dodici ore, con una paga di 2 euro all'ora. Per non sentire il dolore e la fatica assumono spesso farmaci oppiacei antidolorifici, che possono creare dipendenza: anche se con qualche difficoltà sono più facilmente reperibili e costano meno, ma presi in dosi massicce provocano effetti molto simili alle sostanze psicostimolanti. Il ricorso a farmaci e droghe è un fenomeno, si legge nel documento, che si registra anche tra le ragazze minori provenienti dall'Europa dell'Est e che sono vittime di sfruttamento sessuale nel nostro Paese. Sono prevalentemente adolescenti tra i 16 e i 17 anni, originarie della Romania ma anche di altri Paesi dell'Est, che vengono adescate da coetanee, vicine di casa, ex compagne di classe e da giovani uomini, che le portano in Italia con la promessa di un lavoro da parrucchiera o da baby sitter. Lo sfruttamento delle ragazze avviene sia in strada che al chiuso, in appartamenti o night club e, secondo le testimonianze raccolte dagli operatori di Save the Children, spesso vengono costrette ad assumere antidepressivi o droghe per prolungare le ore quotidiane di sfruttamento e per essere più rilassate nei loro atteggiamenti.

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