Saronno, l'infermiera voleva avvelenare anche il figlio
Cazzaniga e Taroni arrestati per alcuni decessi sospetti in corsia

Emergono scenari inquietanti dalle carte dell'indagine sulle morti sospette all'ospedale di Saronno. "In molte conversazioni intercettate è emersa la disponibilità di farmaci anche molto pericolosi che la coppia prende negli armadi del pronto soccorso o in farmacia con ricette firmate direttamente da Leonardo Cazzaniga oppure anche da altri medici del pronto soccorso", si legge nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Busto Arsizio Luca Labianca nei confronti del dottor Leonardo Cazzaniga e della sua amante, l'infermiera Laura Taroni per la morte del marito di lei e di 4 pazienti deceduti in ospedale. Nell'ordinanza è anche riportata un'intercettazione telefonica risalente a giugno 2015 in cui il figlio di 10 anni dell'infermiera, "esprime la propria preoccupazione - annotano gli inquirenti - per essere stato obbligato da Leo (Cazzaniga) ad assumere le gocce con l'acqua". "Amore cosa è successo?", gli chiede la madre. "Che mi ha fatto prendere le gocce", risponde il bambino. "Ascoltami, amore, non fa niente, mal che vada dormi un po' di più", lo tranquillizza la madre. E in un'altra intercettazione del 30 giugno 2015 la Taroni parla con l'amante e dice di aver capito perché il figlio che ha "il suo male" è "restio a prendere le gocce".

Intanto, i carabinieri hanno sequestrato 80 cartelle cliniche di pazienti che dovranno essere esaminate per ricercare eventuali anomalie.

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