Sant'Anna di Stazzema, Mattarella: "Difendere diritti da ogni minaccia". Sindaco contro Fontana: "Si dimetta"
Il monito del capo dello Stato nel 74esimo anniversario dell'eccidio nazifascista. Si riaccende lo scontro sulla legge Mancino

Settantaquattro anni dopo la strage di Sant'Anna di Stazzema, Sergio Mattarella torna a ricordare una delle pagine più feroci della seconda guerra mondiale: "Lo spaventoso eccidio nazifascista, costituisce uno dei vertici di più sconvolgente disumanità che la guerra seppe toccare, destando orrore tra gli orrori", afferma il capo dello Stato. "Il commosso saluto della Repubblica si unisce a quello di tutti gli italiani e di tutti gli europei che considerano irrinunciabile quel patrimonio di libertà, di diritti, di solidarietà - aggiunge - che, dopo la Liberazione, i nostri popoli sono riusciti a costruire e che siamo sempre chiamati a difendere da ogni minaccia".

Il 12 agosto del 1944, nel piccolo paese in provincia di Lucca, in poco più di mezza giornata vennero uccisi 560 civili, perlopiù donne, vecchi e bambini: 130 tra le vittime avevano meno di 14 anni. Indagini successive dimostrarono che non si trattò di una rappresaglia ma di un atto di terrorismo teso ad annientare la popolazione spezzando ogni collegamento tra i civili e le formazioni partigiane presenti in zona.

"Una spietata ferocia si accanì allora su bambini, donne, anziani inermi, spezzando sentimenti e speranze, oltraggiando i loro corpi, occultando ogni segno di umanità negli stessi aguzzini - afferma Mattarella - . A tanto può giungere la violenza, l'odio, la smania di dominio: questa memoria consegna alle nostre coscienze un monito che mai può essere cancellato".

"La fermezza e la dignità mostrate dalla popolazione di Sant'Anna - prosegue - nel ricostruire la comunità dopo l'immane tragedia e nel trasmettere ai giovani il ricordo e i valori fondamentali della vita hanno consentito di accumulare tesori preziosi per il Paese intero, il suo tessuto democratico, la sua cultura di pace".

Il ricordo dell'eccidio arriva anche dal presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, secondo la quale "beni preziosi come la libertà e la democrazia portano i segni di tante sofferenze e sono un patrimonio da difendere con l'impegno quotidiano di ognuno di noi", mentre il presidente della Camera Roberto Fico invita a mantenere la memoria di quel tragico giorno significa non dimenticare "fin dove può spingersi la disumanità".

In questa giornata si riaccende però anche lo scontro politico sull'abolizione della legge Mancino, con l'affondo del sindaco di Stazzema Maurizio Verona nei confronti del ministro Lorenzo Fontana. "Oggi, invece, di preoccuparci, di creare un cordone culturale contro il pericolo di una deriva, si minimizza, si distorce lo sguardo altrove: certe posizioni, come quelle del ministro Fontana che, lo diciamo a chiare lettere, sono incompatibili con l'incarico di Ministro della Repubblica e più in generale di un amministratore della cosa pubblica. Il 7 Agosto il Consiglio Comunale di Stazzema ha votato un ordine del giorno con cui si chiede conto delle affermazioni del Ministro Fontana che ha proposto di abolire la cosiddetta Legge Mancino che a suo dire 'si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano'. Attendiamo le sue scuse, attendiamo le sue dimissioni", dice nel suo intervento al Sacrario di Sant'Anna.

"Dico al Ministro Fontana di venire a Sant'Anna di Stazzema a dire che bisogna togliere le leggi che puniscono i reati contro i sostenitori di razzismi e violenze. Che venga a raccontarlo ad Enrico, Enio, Adele, Cesira, Mauro, Milena, Siria Mario e a tutti gli altri superstiti della strage che hanno visto cadere accanto a loro padri, madri, fratelli e sorelle, che negli anni successivi non hanno più ritrovato amici di scuola e compagni di gioco perché nazisti e fascisti avevano distrutto tutto - prosegue - Vorrei capire e sentire con quali parole riesce a convincerli, vorrei vedere dove e se trova il coraggio di dire loro che fascismo e nazismo sono un qualcosa che si può dimenticare; a loro che hanno avuto una giustizia che è arrivata solo dopo 60 anni in Italia grazie al cittadino benemerito di Stazzema il Procuratore Marco dei Paolis da poco meritamente promosso a procuratore generale Militare presso la Corte militare d'Appello di Roma, e mai in Germania, lo dica a loro che hanno dovuto accettare che nessuno abbia mai pagato per quei crimini atroci".
 

 

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