Salute, domani al Bambino Gesù convegno e documentario sull'anoressia

Roma, 1 dic. (LaPresse) - 'Felicemente imperfetta'. L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dedica un pomeriggio all'informazione sull'anoressia, mercoledì 2 dicembre 2015, dalle ore 16.30, presso l'Auditorium San Paolo (viale Ferdinando Baldelli, 38 - Roma). Un convegno e un documentario per parlare di una malattia mentale complessa che colpisce un numero crescente di ragazzi e ragazze e che si manifesta sempre più precocemente.

L'appuntamento si aprirà con il saluto della presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc e del direttore scientifico, Bruno Dallapiccola. Interverranno, tra gli altri, Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria infantile del Bambino Gesù; Valeria Zanna, psichiatra dell'Ospedale pediatrico esperta in disturbi del comportamento alimentare; Federico Vigevano, Direttore Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione; Simonetta Fratini, Area Programmazione della rete dei soggetti deboli; lo chef Marco Pasquali; la regista Maite Bulgari e Ilaria Caprioglio, avvocato, scrittrice ed ex modella che ha vinto la personale battaglia contro l'anoressia.

L'incontro si concluderà con la proiezione di 'Felicemente Imperfetta', documentario della regista Maite Carpio Bulgari, realizzato all'interno del Day Hospital di Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: storie di ragazze anoressiche e delle loro famiglie che hanno intrapreso, con successo, il lungo percorso di guarigione dalla malattia.

L'anoressia nervosa è una malattia mentale che colpisce tra lo 0,2 e lo 0,8% dei bambini e ragazzi in età pediatrica. Nel 95% dei casi si manifesta tra i 12 e i 17 anni, ma l'esordio è sempre più precoce: oggi i sintomi si riscontrano frequentemente anche in bambine di 8-9 anni. Non colpisce solo il genere femminile, ma anche quello maschile: il rapporto è di circa 9 a 1 e il numero dei maschi, soprattutto in età prepuberale, è in aumento.

La genesi è multifattoriale: predisposizione genetica, tratti di personalità che tendono al perfezionismo, attitudine al controllo ossessivo e fattori familiari concorrono all'origine del problema. La cura non si basa quindi solo sul monitoraggio alimentare, ma anche sul disagio emotivo sottostante. All'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Centro di riferimento nazionale per il trattamento dei disturbi psichiatrici in età pediatrica, il percorso terapeutico è affidato a una équipe multidisciplinare composta da medici, psichiatri, psicologi e nutrizionisti.

"Anche nei più piccoli i sintomi dell'anoressia possono essere del tutto simili a quelli delle forme adulte: vediamo bambine di 8 o 9 anni che smettono di mangiare, conteggiano le calorie e hanno un'attenzione esasperata per il proprio aspetto fisico. Ma la personalità di un bambino è ancora in via di sviluppo, il disturbo non ha tempo di cronicizzare ed è per questo che l'intervento terapeutico risulta più efficace", aggiunge.

Nel 2014 al Bambino Gesù sono state fatte 230 nuove diagnosi di anoressia nervosa, un terzo in più rispetto al 2013.

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