Salgono a 16 le vittime della Concordia

Grosseto, 24 gen. (LaPresse) - I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno trovato il corpo di una donna anziana nella zona a poppa del Ponte tre. Si tratterebbe di una passeggera che indossava il giubbotto salvagente ed è stata trovata dopo che era stato creato un varco con delle microesplosioni fra il Ponte 4 e il Ponte 3. La salma, in fase di recupero, sarà trasportata a Porto Santo Stefano per l'identificazione. E' la sedicesima vittima. Si aggiorna così la lista fornita questo pomeriggio dal capo della protezione civile Franco Gabrielli: 23 i dispersi, 16 i cadaveri rinvenuti di cui 7 devono ancora essere identificati. Intanto, come ha spiegato Gabrielli, sono iniziate le operazioni di immersione che renderanno possibile l'attività di rimozione del carburante in concomitanza con il prosieguo delle ricerche dei dispersi. "Le immersioni - ha raccontato Gabrielli - verranno effettuate solo di giorno, mentre il pompaggio quando inizierà, condizioni meteorologiche e marittime permettendo, si svolgerà 24 ore su 24". Il capo della protezione civile ha precisato che il pompaggio del carburante dai serbatoi, ragionevolmente, non inizierà prima di sabato ma si pensa "di asportare in questa prima fase, apparentemente più semplice, almeno il 50% del carburante".

Per quanto riguarda i problemi a livello ambientale, Gabrielli ha spiegato: "Abbiamo inviato una lettera alla società armatrice perchè provveda a produrre entro domani un piano di recupero dei rifiuti. La lettera è stata mandata anche alla procura perchè indichi il pool di polizia giudiziaria che si occuperà di prendere in carico il materiale utile alle indagini. La provincia di Grosseto dovrà invece individuare i siti dove verranno portati i rifiuti e il materiale recuperato. Bisogna fare due tipi di accertamenti. Il primo - ha spiegato Gabrielli - per verificare le condizioni all'interno dello scafo per non mettere in pericolo gli operatori, le analisi verranno svolte dalla Usl di Grosseto e i risultati dovrebbero pervenire in serata. La seconda è di verifica sulla macchia visibile intorno alla nave che si pensa possa essere idrocarburo leggerissimo. L'Arpat sta comunque effettuando l'analisi dei dati". Ma, proprio per quanto riguarda la macchia, Gabrielli e i tecnici tranquillizzano e non creano allarmismo: "Si tratta, come mi è appena stato confermato, di una pellicola molto leggera tale da essere iridescente ma da non presentare problemi di tossicità o di inquinamento da idrocarburi".

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