Roma, spedizione punitiva in centro profughi: ferito eritreo
"Siamo preoccupati per la pacifica convivenza di tutti", riferisce la Croce Rossa

Una vicenda poco chiara e una dinamica ancora molto confusa. Rimane il fatto che scorsa notte un gruppo di residenti della zona Tiburtino III ha organizzato una 'spedizione punitiva' contro il centro rifugiati di via del Frantoio 44 dove sono presenti circa 80 richiedenti asilo. All'origine del fatto una regolamento di conti dopo un lancio di sassi verso un gruppo di ragazzi residenti nella zona. E un immigrato eritreo ferito alla schiena. Tutto inizia alle 22.30 di ieri sera. Lo straniero, con problemi psicologici e non più ospite del centro, stando a quanto riferito dai ragazzini, avrebbe lanciato dei sassi contro di loro, senza colpirli. Una volta saputo di quanto accaduto, la madre di una di loro, Pamela, è andata, insieme ad altri residenti, nel centro a chiedere conto del fatto. Davanti all'ingresso sarebbe sfociata una rissa. Un'irruzione, quindi, per farsi giustizia da soli, secondo i primi elementi dell'indagine.

LA TESTIMONIANZA DELLA DONNA "Con quest'uomo ci siamo accapigliati, mi hanno trascinato dentro il centro. Ho avuto paura per me e per il bambino. Mi hanno tenuto lì finché non sono venuti a liberarmi". La donna inizia così davanti alla telecamere la sua versione dei fatti. Poi sul ferimento sottolinea: "Non ho idea di chi l'abbia ferito, io sono tranquilla, forse si sono accoltellati tra di loro. Se ci sono le telecamere nel centro e un'inchiesta in corso si capirà la verità".

LA CROCE ROSSA La Croce Rossa che gestisce il centro specifica però che l'uomo non era più ospite della struttura e che non ci sono state persone 'sequestrate' ma soprattutto che la vittima è arrivata al centro già ferita. "Quanto è accaduto questa notte al Tiburtino - dice - è sintomo di una situazione di tensione. Siamo preoccupati per la pacifica convivenza di tutti. Il fatto che circolino notizie varie e spesso infondate è il segnale che non si vuole stare alla realtà dei fatti. "E ancora: "Noi siamo disponibili a prendere tutti i provvedimenti necessari qualora si accertassero fatti diversi, ma al momento possiamo confermare che dal Presidio non è partita alcuna forma di aggressione".

L'INCHIESTA La procura di Roma ha aperto un fascicolo sull'accaduto. Il pm Alberto Galanti procede per lesioni gravi ed è in attesa di un'informativa della polizia sui fatti sfociati nell'accoltellamento dell'eritreo. Questa mattina l'indagine era per tentato omicidio ma, evidentemente, le condizioni di salute della vittima, che arrivata in pronto soccorso in codice verde, hanno fatto derubricare il reato. Nel frattempo ha nominato un interprete che possa consentire al ferito di riferire su quanto accaduto nel centro di accoglienza. Tra le ipotesi più verosimimili quella che l'uomo, conosciuto nel quartiere, noto per suoi comportamenti bizzarri e per la mania di raccogliere mozziconi di sigarette per strada, abbia reagito male a qualche presa in giro.

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