Roma, sesso in cambio di favori: pm arrestato. Il trans: Rapporti nel suo ufficio

Roma, 23 gen. (LaPresse) - Il pubblico ministero di Roma, Roberto Staffa, è stato arrestato per concussione, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio. L'arresto è stato eseguito dai carabinieri ed è stato emesso dal gip di Perugia, competente per territorio, su richiesta della procura. Stando all'accusa, i favori sarebbero stati fatti in cambio di sesso. Gli accertamenti della magistratura umbra sono partiti proprio da una segnalazione della procura di Roma. Sconcerto e meraviglia nei corridoi di piazzale Clodio quando si è saputa la notizia.

CHI E' STAFFA. Roberto Staffa è arrivato alla procura di Roma 15 anni fa, dopo essere stato presidente della corte d'assise di Venezia. In tale veste, nel '97, condannò a 19 anni di reclusione l'ex boss della banda del Brenta, Felice Maniero per 9 omicidi. Fino a qualche tempo fa, il magistrato 55enne nato napoletano, faceva parte del pool della Direzione distrettuale antimafia. Incarico che recentemente non gli era stato rinnovato. In quel ruolo ha fatto parte del pool dei magistrati che ha indagato sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la ragazzina cittadina del Vaticano, di cui non si hanno più notizie dal 22 giugno del 1983. Un anno fa aveva portato avanti un'inchiesta su un traffico di droga che aveva portato in carcere 40 persone del clan dei Casamonica. Una nota di colore: insieme ad altri magistrati e ad alcuni avvocati faceva parte di un gruppo musicale dal nome 'Dura Lex'.

TRANS ACCUSA: CONSUMAVAMO RAPPORTI NEL SUO UFFICIO. A incastrare Staffa è stato un trans. Stando a quanto emerge dalle indagini, l'inchiesta parte dalle accuse di un transessuale fermato, circa un anno e mezzo fa, a Roma nel corso di un'operazione antiprostituzione. E' stato lo stesso trans, in sede di interrogatorio dopo il fermo, ad affermare che i loro rapporti sessuali venivano consumati dentro l'ufficio del pm, nel quarto piano della palazzina B di piazzale Clodio. Immediate le indagini della procura che, secretato l'interrogatorio, lo deve inviare ai colleghi di Perugia per competenza. Un anno e mezzo di indagini, supportate anche da microspie e telecamere poste all'interno della uffici di Staffa, avrebbero filmato la presenza del trans. Nei prossimi giorni dovrebbe svolgersi l'interrogatorio di garanzia.

L'ANM: NESSUNA IMPUNITA'. L'arresto di Staffa "riafferma la centralità della questione morale", scrive in una nota l'Associazione nazionale magistrati, sottolineando che "la violazione della legge da parte dei magistrati compromette la giurisdizione e la credibilità dell'ordine giudiziario". L'Anm ribadisce "che nella magistratura non possono esistere spazi di impunità; i magistrati sanno trovare gli strumenti necessari per individuare e sanzionare, anche al proprio interno, ogni comportamento contrario alla legge. Nell'auspicare un rapido accertamento dei fatti, l'Anm esprime, quindi, sostegno e apprezzamento per l'azione di quanti sono impegnati nella ricerca della verità".

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