Roma, ruba cellulare e chiede riscatto: arrestato

Roma, 22 dic. (LaPresse) - È stato arrestato con due diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere lo straniero che ieri pomeriggio, a seguito di un elaborata indagine degli agenti della Polizia di Stato, è stato colto nella flagranza di reato mentre tentava di estorcere una cifra di denaro ad una giovane donna del Bangladesh.

La storia risale a qualche giorno fa quando in nella zona di Torpignattara un cittadino bengalese viene avvicinato da due persone di colore che prima lo picchiano o poi lo rapinano del telefonino cellulare.

Dopo la denuncia, le indagini avviate degli agenti della Polizia di Stato, arrivano ad una svolta quando lo stesso rapinatore riesce ad intercettare la fidanzata della vittima alla quale chiede una somma di denaro in cambio della restituzione del cellulare, pena, la divulgazione di alcune foto contenute in esso che ritrarrebbero la donna in atteggiamenti intimi con l'uomo.

A questo punto i poliziotti decidono di mettere sotto osservazione le mosse di un cittadino marocchino di 30 anni, ritenuto dagli investigatori, il probabile esecutore materiale della rapina ed anche delle minacce alle donna. Ieri pomeriggio infatti, proprio durante uno di questi appostamenti, il sospettato è stato visto entrare all'interno dell'esercizio commerciale dove presta lavoro la ragazza che, avvicinata dallo straniero, viene invitata ancora una volta a 'sborsare' i soldi se vuole riavere il cellulare.

Questa volta però le parole dell'uomo sono state udite anche dagli investigatori che erano li a pochi passi, e che lo hanno bloccato.

Identificato per Z.A.E., l'uomo è stato accompagnato al commissariato di Torpignattara dove, al termine degli accertamenti, oltre ad essere arrestato per il reato di rapina ed estorsione, gli è stata notificata una seconda ordinanza di carcerazione.

Da una verifica alla banca dati della polizia infatti, è emerso che l'uomo, in possesso di un foglio di via con divieto di dimora nella Capitale, non aveva adempiuto a tale obbligo.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata