Roma, recuperata sfinge egizia: stava per essere venduta all'estero

Roma, 6 dic. (LaPresse) - Una straordinaria sfinge egizia in granito africano, proveniente da un sito sepolcrale della Tuscia, è stata recuperata dai finanzieri di Roma, impedendo che la scultura, unitamente ad un nucleo eterogeneo di opere del passato, finisse nel circuito del mercato clandestino internazionale. L'opera, probabile decoro di un ambiente funerario gentilizio etrusco o di una villa suburbana d'ozio, era infatti in procinto di essere trafugata all'estero. Le indagini hanno preso le mosse dal controllo casuale di un automezzo industriale, nel corso del quale è stato rinvenuto un corredo ceramico proveniente da scavo nonché copiosa documentazione fotografica della pregiata scultura egizia. Grazie alla perquisizione domiciliare subito scattata nei confronti del conducente, sono stati acquisiti altri elementi legati alla sfinge, provenienti da scavi clandestini eseguiti a Monterosi, in provincia di Viterbo. Le ricerche avviate nell'area della necropoli di Montem Rossulum hanno permesso di rinvenire la preziosissima opera, che era già stata imballata in una cassa occultata all'interno di una serra. L'opera attesta l'esistenza di antichi scambi culturali con altri paesi del mare Mediterraneo. L'importazione in Italia di materiali egiziani, iniziata nel I sec. A.C. con la conquista romana dell'Egitto, andò intensificandosi in età imperiale, specie tra la fine del I e l'inizio del II sec. d.C., a seguito della crescente diffusione e popolarità dei culti isiaci in occidente e a Roma in particolare. La sfinge, che misura cm 120 x 60, si presenta coperta da concrezioni calcaree, segno inequivocabile della provenienza da un contesto ipogeo.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata