Roma, Raggi dal Papa per non fare la fine di Marino
In campagna elettorale non si è mai sbilanciata nelle simpatie per la Santa Sede

Oggi Virginia Raggi viene ricevuta in udienza dal vescovo della città, Papa Francesco. Un colloquio blindato, atteso dall'elezione della neosindaca della capitale. In campagna elettorale la candidata 5 Stelle non si è mai sbilanciata nelle simaptie per la Santa Sede, ma per la sua prima uscita pubblica, il 22 giugno, la pentastellata ha scelto il Giubileo della P.a., nella Basilica di San Giovanni in Laterano, e il passaggio sotto la Porta Santa. Un segnale non da poco, avvenuto una manciata di ore dopo la proclamazione a primo cittadino dell'ufficio centrale elettorale del Tribunale di Roma.

Per capire quanto le mura leonine contino in Campidoglio, basta pensare alla caduta di Ignazio Marino. Ci avevano provato tutti in aula Giulio Cesare a farlo dimettere, con il coltello tra i denti. Il tentativo riuscì soltanto quando Papa Francesco in conferenza stampa, di rientro da Cuba e dagli Stati Uniti, sentenziò: "Marino non l'ho invitato io, è chiaro? Ho chiesto agli organizzatori e non l'hanno fatto neanche loro". Si era presentato alla messa conclusiva dell'ottavo incontro mondiale delle famiglie a Philadelphia con la fascia tricolore senza essere stato invitato. Scandalo, indecenza. Aveva fatto alterare il Santo Padre. E non pago a Uno Mattina arrivò a dichiarare che al posto del Papa lui non avrebbe risposto alla domanda, insomma, che Bergoglio aveva sbagliato comportamento.

Servono gli endorsement dei due 'Francesco' per governare la città: il Papa e Totti. A Raggi, che da sempre osteggia le Olimpiadi di Roma 2024, manca quello del capitano della Roma, ora starà attenta a non perdere quello del Papa.

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