Roma, pianificano attacchi: arrestati due presunti jihadisti
Per comunicare tra loro e organizzare attentati in Iraq i due utilizzavano le chat

Carlito Brigande, 41enne macedone e un tunisino di 29 anni sono stati arrestati dai carabinieri del Ros di Roma con l'accusa di terrorismo. Entrambi sarebbero militanti affiliati all'Isis. Il 41enne era già ricercato dell'autorità giudiziaria macedone per reati contro la persona e il patrimonio ed è un ex militante dell'esercito nazionalista Uck. Durante una perquisizione, i carabinieri hanno trovato in casa sua alcune lettere manoscritte con frasi in arabo e fotografie con indizi di una sua adesione al radicalismo islamista. Entrambi pianificavano attentati via chat.

Nel corso delle indagini dei Ros è emerso che nei giorni precedenti al suo arresto Brigande era in stretto contatto via chat con il 29enne, che si trovava in Iraq, dove si era unito alle milizie dell'Isis. I due indagati si erano conosciuti in carcere tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015: nel periodo di detenzione il tunisino aveva portato avanti un'opera di proselitismo, convincendo Brigande. Quando i carabinieri lo hanno arrestato il macedone stava per partire per l'Iraq, dove il 29enne era già pronto per un missione suicida contro "gli infedeli": voleva farsi esplodere con un'autobomba.

Nell'ambito della stessa indagine la scorsa notte è stata arrestata una terza persona: si tratta di un 26enne macedone, ricercato su scala internazionale dopo essere evaso dal carcere, dove stava scontando una pena di 8 anni per rapina. L'uomo era arrivato in Italia lo scorso ottobre con documenti di identità falsi e il suo nome è emerso per i suoi legami con Brigande.

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