Roma, tre fermi per la morte di Desirée: violentata da incosciente e lasciata morire

Sono tre immigrati irregolari con precedenti per spaccio. Salvini: "Vermi, pagheranno questo orrore"

Sono tre le persone fermate per l'omicidio di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina trovata morta in uno stabile occupato a San Lorenzo, a Roma, nella notte del 19 ottobre, drogata e stuprata dal branco. Si tratta di tre immigrati irregolari con precedenti per spaccio di droga.

Dopo i primi due, Mamadou Gara e Brian Minteh, un 27enne e un 43enne entrambi senegalesi, è stato fermato anche un terzo uomo Alinno Chima, un nigeriano di 46 anni. I tre sono ritenuti responsabili, insieme ad altri soggetti in via di identificazione, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario. ​​​​Mamadou aveva un permesso di soggiorno per richiesta d'asilo scaduto ed era stato espulso con provvedimento del prefetto di Roma il 30 ottobre: si era reso irreperibile ed è stato rintracciato dal personale delle volanti a Roma il 22 luglio scorso per lui era stato richiesto nulla osta dell'autorità giudiziaria per reati pendenti a suo carico.
 

Il fermo dei due sospetti​​​​​​​

Desirée è stata per ore in stato di incoscienza prima di morire. Secondo quanto ha ricostruito la polizia, la ragazza si sarebbe recata almeno un paio di giorni prima della morte nello stabile di Via Lucani e conosceva i pusher che le hanno fornito la droga. La contestazione dell'omicidio volontario è legata al fatto che, secondo gli inquirenti, gli accusati erano consapevoli che quella dose di droga poteva uccidere. Quando la giovane si è sentita male, ne hanno abusato per poi lasciarla morire.

Il ministro dell'interno Matteo Salvini, dopo il blitz di mercoledì nel quartiere romano al grido di "ruspe e sgomberi", ha commentato: "Due immigrati clandestini fermati stanotte per lo stupro e la morte di Desirée, altri due ricercati. Grazie alle Forze dell’Ordine, farò di tutto perché i vermi colpevoli di questo orrore paghino fino in fondo, senza sconti, la loro infamia".

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