Roma, lavorava come guida ai Fori: in manette narcotrafficante latitante
È uno dei boss di un'organizzazione attiva tra Messico e Usa: era sfuggito a un mandato di cattura emesso dalla Dea statunitense

E' considerato uno dei boss di un'organizzazione criminale dedita al traffico di droga tra Messico e Stati Uniti. Era ricercato dal 7 settembre del 2016 ed è stato arrestato dai finanzieri del comando provinciale di Roma. Alessandro Satta, questo il nome dell'uomo, è stato catturato nei pressi del Colosseo: gli inquirenti avevano scoperto che il narcotrafficante lavorava saltuariamente come guida turistica nell'area dei Fori Imperiali e, dopo qualche giorno di osservazione, lo hanno fermato mentre dava indicazioni ad alcuni turisti americani.

L'uomo era sfuggito a un mandato di cattura emesso dalla Dea statunitense, dal quale era emerso il suo diretto coinvolgimento nella distribuzione di 450 chili di marijuana, per un valore di oltre 2,8 milioni di dollari.

L'individuazione di Satta, ricercato dall'ufficio Interpol di Washington, è avvenuta grazie al monitoraggio svolto, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Roma, dagli specialisti del Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) del Nucleo di polizia economico finanziaria di Roma.

Quello di Satta è solo l'ultimo di una serie di arresti di latitanti internazionali effettuati dalle fiamme gialle.

Meno di due mesi fa era stato individuato e fermato, perché destinatario di un mandato di arresto europeo spiccato dal Tribunale di Barcellona, un cittadino pakistano, Mohammad Ashraf, ritenuto dalla Policia Nacional catalana il leader di un gruppo criminale dedito al traffico di eroina.

Recenti anche gli arresti del quarantacinquenne Angelo Romeo, considerato esponente di spicco della nota cosca di 'ndrangheta "Alvaro" di Sinopoli (Reggio Calabria), latitante dal maggio del 2015; del sessantunenne Marco Torello Rollero, inserito dal dicembre 2013 nella lista dei 100 latitanti più pericolosi, ritenuto uno dei principali broker mondiali della droga, legato a diverse cosche di 'ndrangheta e al centro di interessi illeciti di ogni tipo sull'asse Sud America-Marocco-Italia; di suo nipote Andrea Rollero, considerato uno dei membri di un sodalizio criminale collegato alle cosche calabresi di San Luca (Reggio Calabria).

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