Roma, intercettati 20 chili cocaina a Fiumicino: 6 corrieri arrestati

Roma, 25 feb. (LaPresse) - Un carico di droga è stato intercettato all'aeroporto di Fiumicino dai finanzieri del comando provinciale di Roma. I controlli eseguiti dalle fiamme gialle del gruppo di Fiumicino, in collaborazione con il personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno consentito di sequestrare 20 chili di cocaina e arrestare, per traffico internazionale di droga, 6 corrieri, tra cui due donne. Ampio il repertorio degli espedienti adottati per superare i controlli: dai cinque chili di cocaina solidificata e fusa con le pareti del bagaglio, adottato da un cittadino greco proveniente dal Venezuela, al 'classico' occultamento nell'addome, scelto da un portoghese in arrivo dall'Argentina, trovato con 43 ovuli di cocaina, pari a oltre mezzo chilo. Gli altri quattro corrieri - una domenicana, una brasiliana, un portoghese e un boliviano - hanno invece nascosto la droga addosso o nell'intelaiatura del bagaglio. I sei sono stati portati al carcere di Civitavecchia a disposizione dell'autorità giudiziaria a cui dovranno rispondere del reato di traffico internazionale di stupefacenti. Ulteriori indagini, volte a individuare redditi nascosti, hanno portato i finanzieri del gruppo di Frascati a sequestrare decine di immobili nella provincia di Roma e a Fondi (Latina), autovetture di lusso, tra cui una Mercedes fiammante, motocicli, un'impresa edile, conti correnti, libretti, depositi, cassette di sicurezza e terreni edificabili, per 1.200 metri quadrati, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.

Il proprietario era un noto pregiudicato per stupefacenti e usura, già colpito dalla misura della sorveglianza speciale e ritenuto vicino ad ambienti della malavita campana, che, pur non dichiarando da sempre alcun reddito, ostentava un elevatissimo tenore di vita e disponeva di un rilevante patrimonio immobiliare, fittiziamente intestato a una casalinga. L'analisi delle operazioni finanziarie realizzate dalla donna e da un agente immobiliare ha però permesso di ricondurre al pregiudicato, reinventatosi costruttore, l'ingente patrimonio immobiliare e finanziario che, in ragione della rilevante sproporzione con l'assenza di redditi dichiarati, è stato sequestrato, ai sensi della normativa antimafia, dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Roma, attivata dalla Procura di Velletri, che ha condiviso la ricostruzione dei militari.

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