Roma, giro di prostituzione con oltre 20 ragazze sfruttate: 3 arresti
Fermati un uomo e due donne, tutti di origini rumene e età comprese tra i 20 e i 25 anni

Un uomo e due donne sono stati arrestati ad Ardea, vicino a Roma, per sfruttamento della prostituzione. I carabinieri della compagnia di Civitavecchia, con la collaborazione dei colleghi delle Compagnie Aeroporti di Roma e Anzio, hanno eseguito il provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale di Velletri, nei confronti delle tre persone, tutte di origini rumene e età comprese tra i 20 e i 25 anni.

L'operazione è scaturita dalle indagini condotte tra il febbraio e l'agosto 2015 dai carabinieri della Stazione di Passoscuro che avevano scoperto il gruppo, dedito al reclutamento, all'induzione e allo sfruttamento della prostituzione di oltre 20 ragazze provenienti dall'est Europa, che si prostituivano lungo le strade statali Aurelia e Pontina.

Le ragazze erano costrette ogni giorno a versare agli sfruttatori parte dei guadagni raccolti e, settimanalmente, una somma quale corrispettivo per l'occupazione delle piazzole ove esercitavano la loro attività. Nel corso delle indagini sono stati inoltre individuati 6 uomini italiani, tutti arrestati in flagranza di reato per favoreggiamento della prostituzione, i quali, dietro corrispettivo, accompagnavano le ragazze sul luogo di lavoro. Le intercettazioni telefoniche e ambientali, i servizi di pedinamento svolti, l'esecuzione di riprese foto e video nonché l'acquisizione di numerose ricevute relative all'invio, da parte delle ragazze, di denaro ai loro sfruttatori tramite servizi di money transfer, hanno consentito di incastrare i tre.

Le due donne, anche loro prostitute, sono state bloccate una presso la propria abitazione e l'altra lungo l'Aurelia, mentre l'uomo  è stato fermato presso l'aeroporto di Ciampino, mentre stava per lasciare l'Italia, ed è stato trovato in possesso di circa 10mila euro, che sono stati sequestrati perché ritenuti provenite dell'attività illecita che gestiva. L'uomo è stato portato in carcere a Civitavecchia, mentre le due donne accompagnate presso le rispettive abitazioni e sottoposte al regime degli arresti domiciliari, a disposizione dell'autorità giudiziaria alla quale dovranno rispondere dei reati loro contestati.

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