Roma, Gdf scopre frode da 60 mln di euro: 7 arresti e 49 indagati

Roma, 2 ago. - (LaPresse) - Una truffa articolata ai danni dell'erario organizzata da un gruppo di commercialisti di Roma, a favore di un consorzio che opera a livello nazionale nel settore delle pulizie e del facchinaggio. Lo hanno scoperto le fiamme gialle del Comando provinciale di Roma che hanno portato alla luce una frode fiscale di circa 60 milioni di euro, al termine di un'indagine coordinata dal sostituto procuratore di Civitavecchia Paolo Calabria. Gli indagati sono in tutto 49, 7 gli arrestati: tutti dovranno rispondere del reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. La mente dell'organizzazione era un professionista di Roma, noto alle cronache per essere stato il presidente dell'Arezzo Calcio, che, con l'aiuto dei consulenti, aveva creato una rete di cooperative, cui erano state preposte 'teste di legno', che venivano fatte scomparire dopo aver addossato loro i debiti tributari e contributivi del consorzio.

Dagli accertamenti dei finanzieri della compagnia di Fiumicino, resi difficoltosi dalla mancanza della documentazione amministrativo-contabile fatta sparire per impedire la ricostruzione del giro d'affari, emerge, oltre all'occultamento al fisco di ricavi per circa 60 milioni di euro, che i proventi della frode fiscale venivano investiti nell'acquisto di immobili, fatti confluire in una società creata ad hoc, i cui dominus occulti sarebbero alcuni degli indagati. Gli elementi raccolti hanno consentito al pm di richiedere ed ottenere dal gup Giovanni Giorgianni, l'emissione di sette provvedimenti restrittivi della libertà personale (tra cui due nei confronti di professionisti) e di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili a Fiumicino e a Roma. Sequestrati anche conti correnti, per un valore di 10 milioni di euro.

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