Roma, eredità Sordi: in dieci rischiano processo

Roma, 15 set. (LaPresse) - Il pm Eugenio Albamonte della procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di dieci persone nell'inchiesta sulla gestione del patrimonio lasciato in eredità da Alberto Sordi alla novantacinquenne sorella Aurelia. Tra gli imputati, accusati di circonvenzione di incapace, figurano l'avvocato romano Carlo Farina e lo storico autista della famiglia Sordi, il peruviano Vincente Arturo Artadi Gardella, che fece firmare all'anziana la procura generale per operare sui conti correnti di famiglia. Per lo stesso reato rischiano il processo anche il notaio Gabriele Sciumbata, che ha ratificato la procura generale in favore dell'autista, e l'avvocato civilista Francesca Piccolella, che ha istruito la pratica.

In base a una perizia disposta dal gip nell'ambito delle indagini, la sorella del popolare attore scomparso nel 2003 non era capace di intendere e di volere quando, a partire dal novembre 2012, firmò la procura per Artadi e dispose una serie di ricche donazioni al personale di servizio della villa sull'Appia. Gli altri sei indagati, questi per ricettazione, sono appartenenti al personale di servizio della villa. L'inchiesta era stata avviata sulla base di una segnalazione del febbraio 2013 del direttore della Banca Popolare di Sondrio di via Cesare Pavese dove, nel gennaio 2013, Artari Gardella si era presentato per consegnare la procura speciale che gli dava di fatto poteri illimitati nella gestione dei beni immobiliari e dei conti di Aurelia Sordi. Da qui la decisione del direttore della banca, amico di vecchia data di Alberto Sordi, di segnalare il caso al tribunale civile che poi ha dirottato il fascicolo a quello penale.

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