Roma, donna morta a Fiumicino: inquirenti in palestra, sentito allenatore

Gli inquirenti hanno pochi dubbi sul fatto che si tratti di un omicidio compiuto da qualcuno che lei conosceva

Si stringe il cerchio sulle ultime ore di vita della donna trovata morta lungo un canale, vicino alla foce del Tevere. Gli inquirenti hanno pochi dubbi sul fatto che si tratti di un omicidio compiuto da qualcuno che lei conosceva, ma si attendono i risultati dell'esame autoptico per avvalorare le ipotesi investigative.

Il corpo presenta segni di percosse poco compatibili con una caduta, che fanno piuttosto pensare ad un'aggressione probabilmente subita in un luogo diverso da quello dove è stato trovato il cadavere.

Maria Tanina Momilia aveva 39 anni, un lavoro da commessa, un marito e due figli. È stato proprio il marito, domenica, a denunciarne la scomparsa: il corpo è stato ritrovato lunedì poco distante da Via della Scafa, lungo un canale di Isola Sacra, nel Comune di Fiumicino.

I carabinieri tra lunedì e martedì hanno passato al setaccio ogni dettaglio della vita della donna: abitudini, situazione economica, amicizie e frequentazioni, comprese quelle che il marito e la famiglia conoscevano meno.

Gli inquirenti hanno sentito diverse testimonianze, a cominciare da quella del marito della vittima, nel tentativo di comprendere chi e perché potrebbe aver voluto fare del male alla donna.

I carabinieri del Ris hanno effettuato un sopralluogo nella palestra in cui lavorava il personale trainer della donna, al quale lei era molto legata. La stessa persona è stata a lungo sentita dai carabinieri e secondo alcune testimonianze i due potrebbero avevano un legame stretto e complicato da recenti dissidi.

La procura di Civitavecchia mantiene il più stretto riserbo sull'indagine ma la soluzione del giallo sembra ogni ora più vicina anche se ancora nascosta nella giornata di domenica e in quelle ultime ore che la donna non ha trascorso sola.
 

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