Roma, commercio e corruzione:in manette imprenditori e un vigile
Sono otto gli indagati dell'operazione, denominata 'Tavolino in centro', a cui sono stati notificati altrettanti avvisi di garanzia

Un vigile e due imprenditori sono stati arrestati dalla guardia di finanza di Roma nell'ambito di una operazione contro un presunto giro di corruzione che impegna da stamane oltre cento finanzieri tra perquisizioni e esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare. Sono otto gli indagati dell'operazione, denominata 'Tavolino in centro', a cui sono stati notificati altrettanti avvisi di garanzia. Gli inquirenti attribuiscono al gruppo una serie di episodi corruttivi avvenuti tra dicembre 2012 ed aprile 2014. 

Secondo gli inquirenti c'era "un totale asservimento della funzione di alcuni pubblici ufficiali 'infedeli' all'interesse di privati imprenditori che avevano importanti attività commerciali nella capitale". "In cambio dell'illecito servizio prestato - scrivono gli investigatori - abusando dei poteri derivanti dall'incarico ricoperto, il vigile urbano oggi arrestato, Franco Caponera, insieme ad altri colleghi avrebbe ottenuto promesse e consegne di denaro ed altre utilità".

Renato Mercurio e Giovanni Pagliaro, i due imprenditori finiti in carcere, avrebbero offerto promesse di assunzione, e altri regali in cambio dell'aiuto' ricevuto da Caponera, che da oggi è ai domiciliari. La collaborazione offerta dal vigile consisteva nell'avvertire gli imprenditori di eventuali controlli amministrativi e nel chiudere un occhio quando qualcosa non andava bene sul fronte occupazione di suolo pubblico, sulle norme in materia di emissione fumi e su altre norme amministrative.

 

"L'apparente modesto rilievo delle utilitas non deve trarre in inganno - sostengono gli inquirenti - in realtà, tali sistematiche illecite condotte, hanno fortemente avvantaggiato gli imprenditori calabresi sia nella fase dell'avvio delle attività commerciali che nella successiva espansione, in danno di onesti concorrenti commerciali". Oltre 20 le perquisizioni effettuate a Roma, nei confronti di otto indagati, e presso sei sedi di locali commerciali e tre sedi di una società immobiliare; acquisizioni di documenti sono state effettuate presso uffici pubblici (Municipio I Roma Centro, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma e polizia locale di Roma Capitale - I Gruppo).

 

L'operazione è scattata a seguito delle indagini del Nucleo di polizia tributaria di Roma, Gruppo investigativo criminalità organizzata (Gico), su delega della Direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica di Roma. Le accuse per i tre arrestati cambiano a seconda delle posizioni e vanno dal concorso in corruzione per l'esercizio della funzione, alla corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, fino alla corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, rilevazione ed utilizzazione di segreto d'ufficio, e accesso abusivo a sistemi informatici/telematici.
 

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