Roma, candidato Casapound: Pronti a morire per difesa confini
Simone Di Stefano ha parlato al termine della manifestazione dell'estrema destra

"Attenzione che il nostro movimento è pronto a tenere fede e alla morte per difendere l'italia e i suoi confini. Esistono ancora nazioni, patrie, confini, popoli e identità. E ai buffoni, come certi sociologi, che ci dicono che dobbiamo estinguerci diciamo: 'siete voi fuori dalla storia'. Siamo qui da 3mila anni, ci circondano i simboli, le rovine che fanno capire che loro hanno perso". Lo ha detto dal palco Simone Di Stefano, candidato sindaco a Roma di Casapound e vicepresidente di Casapound Italia al termine della manifestazione dell'estrema destra che si è svolta questa mattina a Roma. "No - ha spiegato - alle nazioni e no all'Italia in balia di politiche folli che non mettono gli italiani in condizioni di fare figli. Il nostro sangue e il nostro dna non potrà mai cambiare. I buffoni dell'antirazzismo hanno fatto tornare la schiavitu ' in Europa, facendo lavorare gli altri nei campi, senza tutele per aprirci al mondo. Noi siamo gli unici che auspicano un'Africa libera, prospera sovrana indipendente, solo noi. Loro invece sono contenti di avere schiavi in Cambogia pagati due euro al giorno".

 "Gli uomini e le donne che sono qui con noi hanno bandiere e loro idee e sono felici e sorridenti, invece dall'altra parte c'è una piazza carica di odio verso di noi, ma non taglieremo i nostri riferimenti e non li rinneghiamo: si mettano l'anima in pace", ha detto Di Stefano riferendosi alla manifestazione stamane all'Esquilino di Anpi e antifascisti. Al corteo anti Ue e anti immigrazione hanno partecipato militanti della destra francese e ungherese.

Oltralpe e a Madrid e Budapest sono state fatte analoghe manifestazioni dalla destra estrema. "Mai più italiani senza casa - ha concluso il candidato sindaco - e stranieri in strutture sottratte alla collettività. Le radici dell'Europa sono Roma e Atene, qui ci riscopriamo come un popolo europeo con lo scopo di preservare la patria europea e i nostri confini. Non ci faremo cancellare: siamo disposti a morire e ad andare in galera".

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