Roma, tre anni e sei mesi a Marra per corruzione: "Dovrà risarcire il Comune con 100mila euro"

L'ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi avrebbe pagato un immobile venduto dal gruppo Scarpellini 700 mila euro anziché un milione e cento e nel 2013

Tre anni e mezzo di carcere. È la condanna arrivata per Raffaele Marra, ex capo del personale del Comune di Roma, nel processo che lo ha visto imputato per corruzione in concorso con l'immobiliarista Sergio Scarpellini, deceduto il mese scorso. Secondo quanto stabilito dai giudici della seconda sezione, l'ex finanziere dovrà dare al Comune di Roma centomila euro.

Il giudice ha inoltre disposto la confisca dell'appartamento di Via dei Prati Fiscali che Marra aveva acquistato, a prezzo di favore, da Sergio Scarpellini, e dichiarato estinto il suo rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione. Secondo la pm Barbara Zuin responsabile del procedimento, e che chiedeva una condanna a quattro anni e mezzo di reclusione, l'imprenditore avrebbe pagato all'ex braccio destro di Virginia Raggi alcuni immobili per corromperlo. Per questo i due finirono in manette il 16 dicembre del 2016. Il Gruppo Scarpellini ha stipulato per anni convenzioni urbanistiche milionarie che richiedevano l'emanazione di provvedimenti amministrativi da parte del Comune di Roma e della Regione Lazio, realtà nelle quali Marra ha avuto posizioni dirigenziali. A fronte di tutto ciò, Marra acquistò dal Gruppo Scarpellini, nel 2009, un appartamento con uno sconto di quattrocentomila euro: l'ex dirigente lo pagò 700 mila euro anziché un milione e cento.

Nel 2013, Marra ricevette 367 mila euro, da Scarpellini, per acquistare un altro appartamento, in via Dei Prati Fiscali, che intestò a sua moglie. In alcune intercettazioni, risalenti all'estate del 2016, Marra, che di lì a poco sarebbe diventato capo del personale del Campidoglio, parlando con la segretaria di Scarpellini si definì "a disposizione" dell'imprenditore. L'ex funzionario capitolino resta imputato in un secondo processo, per abuso d'ufficio, in relazione alla nomina del fratello Renato, a capo della Direzione turismo del Campidoglio.

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