Riorganizzazione fascista: perquisiti militanti di estrema destra a Varese
Lo scorso novembre il movimento Do.Ra ha commemorato con i colori della bandiera nazista per i morti dell'esercito tedesco, e non era la prima volta

La polizia di Varese ha eseguito perquisizioni nei confronti dei militanti di estrema destra, di ispirazione skinhead, del gruppo del sodalizio 'Do.ra. Comunità militante dei dodici raggi'. Il blitz rientra nell'ambito di un'indagine per 'Riorganizzazione del disciolto partito fascista', sulla più numerosa e strutturata comunità nazionalsocialista italiana: l'operazione ha portato al sequestro preventivo della sede di Do.Ra, a Sumirago (Va), dove è stato trovato materiale d'area, simbologia del fascismo e del nazismo, armi bianche e strumenti atti all'offesa.

Inoltre, è stata sequestrata un gran quantità di materiale documentale e propagandistico del nazionalsocialismo, armi da taglio e improprie, emblemi e vessilli nazisti, cartucce a salve. Due le procure che indagano sul sodalizio per apologia di fascismo e odio razziale, quella di Varese e di Busto Arsizio. I fatti per cui sono scattate le indagini sono accaduti alla fine dello scorso anno quando, sul Monte San Martino di Duno, nel Varesotto, poco lontano dal Sacrario eretto in memoria dei caduti partigiani, una trentina di militanti di Do.ra. ha dato vita a una manifestazione commemorativa posizionando sul terreno una 'croce tiwaz' e una corona di alloro con i colori della bandiera nazista per ricordare i morti dell'esercito tedesco.

Analoga iniziativa è stata ripetuta lo scorso 18 novembre, sul Monte San Martino di Duno (Varese), poco lontano dal Sacrario eretto in memoria dei caduti partigiani, per ricordare i morti dell'esercito tedesco. "Eccoci! Ci accusavate di agire la notte... ma il San Martino è nostro dall'alba al tramonto. Ci troverete sempre qui, oggi come allora!": sono le parole scritte dai militanti di Do.ra per accompagnare le foto della manifestazione. Oggetto di indagine da parte della magistratura e della Digos è stata anche la petizione on line, organizzata provocatoriamente dall'associazione lo scorso gennaio per "chiedere la messa fuori legge dell'Anpi".

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