Rimini, gdf sequestra 60 mln di beni. Obbligo di firma per imprenditore

Roma, 21 dic. (LaPresse) - La guardia di finanza ha notificato in mattinata sequestri preventivi per 60 milioni di euro nelle province di Rimini, Pesaro e Ravenna e una misura coercitiva (obbligo di firma) nei confronti di uno degli indagati nel fallimento di una ditta edile di costruzioni della zona. Ventiquattro le persone indagate dall Nucleo di polizia tributaria di Rimini, su delega della locale procura della Repubblica.

L'attività di polizia giudiziaria ha avuto origine dalla dichiarazione di fallimento di una società riminese, con sedi anche a Pesaro e Ravenna, operante in tutta Italia, nota per aver realizzato alcune tra le più grandi opere nel riminese e nel pesarese (fra le tante si citano gli stabilimenti Berloni siti in Pesaro, la sede della Bnl di Pesaro, il 105 Stadium, il centro commerciale Le Befane di Rimini, il complesso immobiliare Le Torri sito in Pesaro, il Palazzo di Giustizia di Pesaro). Prima della sentenza di fallimento, la società aveva avuto accesso alla procedura del concordato preventivo, poi revocato per inadempimento degli obblighi contratti col Tribunale di Rimini.

Le indagini hanno coinvolto numerose società già fornitrici di beni e servizi della fallita e, i rispettivi legali rappresentanti che sono stati denunciati a piede libero per concorso in bancarotta fraudolenta.

I finanzieri hanno dato esecuzione al provvedimento del gip notificando l'ordinanza, con la quale è stato disposto l'obbligo di firma, a uno degli amministratori della società fallita, e i provvedimenti di sequestro di 53 immobili e 22 terreni, quote societarie, cessioni di crediti e fideiussioni e saldi attivi di conti correnti riconducibili agli indagati per un ammontare complessivo di oltre 60 milioni di euro.

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