Rieti, esplode autocisterna al distributore sulla Salaria: 2 morti e 17 feriti

Il disastro all'altezza di Borgo Quinzio. L'automezzo stava scaricando carburante. Sul posto oltre ai vigili del fuoco sono a lavoro 118 e forze dell'ordine. Pesanti ripercussioni sul traffico

Le fiamme e il boato udito a chilometri di distanza. Poi l'inferno. Nel pomeriggio di mercoledì un'autocisterna è esplosa mentre stava scaricando Gpl in una stazione di servizio nei pressi di Fara Sabina, in prossimità dell'abitato di Borgo Quinzio, in provincia di Rieti. Al momento sono due i morti e 17 i feriti, di cui 5 trasportati in codice rosso al Sant'Eugenio di Roma, dove versano in gravi condizioni. Tutti hanno riportato ustioni e traumi da scoppio (fratture e contusioni).

Tra le vittime un civile e un vigile del fuoco, Stefano Colasanti, 50 anni, che si trovava lì per caso e che è intervenuto, come ha spiegato il capo del corpo, Fabio Dattilo, "per alto senso civico. E' stato vittima della sua grande solerzia e abnegazione". "Un dolore senza fine", scrivono su Twitter i colleghi, anche perché Colasanti, secondo le prime ricostruzioni, si stava dirigendo a Roma con la sua squadra e si sarebbe fermato poco prima della tragedia per dare l'allarme e aiutare le persone in difficoltà. 

Poco dopo l'arrivo del mezzo dei pompieri, il calore ha fatto alzare la temperatura trasformando il liquido in gas e "il serbatoio dell'autocisterna è partito come un razzo" conferma Luca Cari, responsabile della comunicazione dei vigili del fuoco. L'esplosione ha infatti sbalzato per una decina di metri la cisterna e i mezzi che si trovavano nell'area di servizio. "Stiamo monitorando costantemente la situazione - commenta il sindaco di Fara Sabina, Davide Basilicata - La situazione è seria".

La procura di Rieti ha aperto un'inchiesta e nei prossimi giorni si conoscerà l'ipotesi di reato. Prima di tutto bisognerà accertare la causa dell'esplosione e poi le responsabilità ed eventuali negligenze. Non è esclusa nessuna pista, neanche quella dell'errore umano. 

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