REPORTAGE Hotel Rigopiano, miracolo e angoscia dopo la slavina
Si riunisce così la famiglia di Giampiero Parete, colui che aveva lanciato l'allarme

Un miracolo, una famiglia riunita, la realizzazione di una speranza che sembrava impossibile: trovare persone vive nell'hotel Rigopiano, a 48 ore dal crollo dell'edificio dovuto ad una slavina. Ma anche angoscia, proteste e difficoltà ad arrivare sul luogo della tragedia. Nell'Abruzzo flagellato da neve e temperature polari, dal terremoto che ha peggiorato la situazione, accade tutto questo.

Ieri, verso le 11, arriva la notizia che diverse persone sono ancora vive tra le macerie. Sono probabilmente una decina, divisi in almeno due gruppi, e molto difficili da recuperare per le condizioni in cui si ritrova il lussuoso resort affacciato sul Gran Sasso. In prima serata, erano stati estratti cinque persone: una donna e i quattro bambini che, in base alle ricostruzioni, erano presenti nell'albergo al momento del terremoto.

Si riunisce così la famiglia di Giampiero Parete, colui che aveva lanciato l'allarme chiamando il titolare del ristorante presso il quale lavorava. Colui che, per uno scherzo del destino, si era ritrovato salvo, fuori dall'hotel, ma separato e in angoscia per i suoi cari che albergavano con lui: la moglie, il figlio, la figlia. I quattro si trovano adesso a Pescara: il padre era stato trasportato nell'ospedale del capoluogo già ieri, la moglie e il figlio sono arrivati con i primi soccorsi in mattinata, la piccola Ludovica con l'estrazione pomeridiana, quella di tre bambini.

Buone notizie anche per la famiglia Di Carlo: nel pomeriggio, durante il salvataggio dei bambini, è stato recuperato il piccolo Edoardo, che si trovava nell'albergo assieme ai genitori Sebastiano e Nadia, i quali - si spera - dovrebbero essere i prossimi ad essere estratti. Dubbi e angoscia attanagliano i parenti degli altri ospiti. In una situazione simile ai Di Carlo potrebbe trovarsi la famiglia Di Michelangelo, composta dal padre Domenico, chietino di 41 anni, la moglie Marina Serraiocco, 37enne, e il figlio di 7 anni che, almeno in teoria, dovrebbe essere stato già salvato.

Non si hanno notizie di Jessica Tinari, 24enne che si trovava nell'albergo con il fidanzato Marco Tanda, impiegato da Ryanair originario di Vasto, dei marchigiani Marco Vagnarelli e Paola Tomassini, di Luciano Caporale, 54 anni, e sua moglie Silvana Angelucci, di Stefano Faniello, 28 anni, e della fidanzata Francesca Bronzi. E ancora: il proprietario Roberto Del Rosso e i suoi dipendenti Emanuele Bonifazi (31 anni), Ilaria Di Biase (22), Alessandro Riccetti (33); Domenico Di Michelangelo.

Per il momento, il triste conteggio delle vittime si ferma a due persone, identificate oggi: Alessandro Giancaterino, fratello dell'ex sindaco di Farindola, capo cameriere del resort, e Gabriele D'Angelo, cameriere. La morte di quest'ultimo, volontario della locale croce rossa, ha sconvolto diversi soccorritori presenti nel centro di coordinamento allestito al Palazzetto dello Sport di Penne. Questi amici, spesso in lacrime, si sono abbracciati per darsi conforto.

I primi sopravvissuti sono stati trasportati nell'ospedale di Pescara con elicotteri che, in una spola continua, facevano avanti e indietro tra l'albergo e la base operativa di Penne, dove caricavano soccorritori esperti. Al nosocomio ci sono stati momenti di tensione, con i parenti dei dispersi che chiedevano informazioni. "Vergogna, sono 3 metri sotto la neve e sono 50 ore che aspettiamo, dovete dirci qualcosa - hanno detto alcuni -. Parlate con la stampa e non con noi, non possiamo accettarlo". In effetti, i soccorritori hanno cercato in tutti i modi di limitare le pressioni dei giornalisti, proprio per evitare di offrire false speranze.

I velivoli, purtroppo, non potranno più essere usati di notte per motivi di sicurezza: lo ha spiegato Giuseppe Romano, direttore centrale per le emergenze dei vigili del fuoco. L'alternativa, fattibile ma più difficoltosa, è percorrere al contrario la strada che collega Penne a Farindola e, quindi, al resort. Questo tratto, completamente ricoperto di neve al momento della tragedia, è stato ripulito per la larghezza di una sola corsia. Viene lasciato libero per il passaggio delle autoambulanze, già pronte nei pressi dell'hotel Rigopiano.
 

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