Renzi in Emilia Romagna: contestazioni a Parma e a Bologna

Bologna, 20 nov. (LaPresse) - Pomeriggio di proteste a Parma e a Bologna, tappe della visita in Emilia Romagna del premier Matteo Renzi che stasera chiude la campagna elettorale di Stefano Bonaccini, candidato alla presidenza della Regione.

TENSIONI A PARMA. La visita del premier a Parma è iniziata allo stabilimento Pizzarotti, azienda che produce prefabbricati a Ponte Taro, alle porte della città. Ad accogliere Renzi sono stati i vertici dell'azienda e una delegazione di dipendenti che hanno colto l'occasione per fare dei selfie insieme a lui. Insieme al premier c'erano anche molti assessori del comune di Parma e il senatore Pd Giorgio Pagliari.

Momenti di tensione fuori dal palazzo comunale, dove Renzi ha incontrato il sindaco Stefano Pizzarotti e i primi cittadini dei comuni della zona colpita dal maltempo. Un centinaio di lavoratori hanno protestato in strada Mazzini, a pochi passi dal municipio. Un gruppetto di giovani a volto coperto ha cercato di forzare il cordone di polizia e raggiungere il comune: sono stati fermati dai poliziotti in tenuta anti sommossa e sono volate alcune manganellate. La situazione si è subito tranquillizzata. Al presidio partecipava la Fiom, precari giovani, centri sociali, sindacati di base. "Siamo qui per dire che il Jobs Act non va bene e che le politiche del governo non vanno bene", ha spiegato Antonella Stasi, funzionario Fiom Parma che partecipa al presidio. "Renzi non è venuto qui per parlare dell'alluvione - ha spiegato - ma solo per parlare con i Barilla, i Pizzarotti, i Dallara".

LA VISITA ALLA BARILLA. Prima di partire per Bologna, Matteo Renzi, ha fatto visita allo stabilimento della Barilla. Qui è stato accolto da Guido Barilla, presidente del gruppo. "Io sono qui per dire che noi ci stiamo - ha esordito il premier - questi obiettivi sono i nostri, che riuscire a recuperare risultati importanti nei tre obiettivi del Protocollo di Milano significa anche restituire un pò di dignità alla politica". Renzi ha ricordato che il governo condivide gli impegni di ridurre del 50% entro il 2020 l'attuale spreco di 1,3 milioni di tonnellate si cibo, di promuovere un'agricoltura sostenibile e di eradicare la fame e combattere l'obesità contenuti nel Protocollo di Milano stilato dalla Barilla. "La fame nel mondo non è una questione tecnica - ha aggiunto - è questione che interpella il cuore di ciascuno di noi, faremo volentieri questo tratto di strada".

LANCIO DI FUMOGENI E VERNICE A BOLOGNA. Mentre Renzi proseguiva la sua visita a Parma, sul fronte bolognese la situazione era tesa. Circa 150 precari dell'Unione Precari della Giustizia, aderenti a Cigl Funzione Pubblica, provenienti da tutto il nord Italia, hanno manifestato con slogan, cartelli e striscioni. Da via Riva di Reno è arrivato il corteo dei collettivi Hobo e Rossa Bologna. Un folto cordone di polizia presidiava l'ingresso del Palasport.

"Renzi, Pd, UE fuori dal nostro futuro" è uno degli striscioni dei collettivi che attendevano o l'arrivo del premier al PalaDozza. Circa 150 manifestanti hanno gettato fango davanti alla polizia e srotolato lo striscione "I vostri argini si sono rotti, il nostro fango vi sommergerà". È seguito un lancio di vernice e fumogeni. Centri sociali e movimenti sono ora in corteo attorno al palasport. I manifestanti della Cgil si sono fatti da parte.

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