Tiberio, Enza e 40 anni di lotta all''ndrangheta: "La giustizia non ci aiuta, rischiamo di chiudere"

La criminalità organizzata li ha colpiti più volte per il loro rifiuto a pagare il pizzo: minacce, incendi dolosi al loro negozio e perfino un tentato omicidio. Questa la storia di Tiberio Bentivoglio ed Enza Falsone, marito e moglie che non si sono mai piegati alla 'ndrangheta. Fra pochi mesi la loro attività, un negozio di oggetti sanitari a Reggio Calabria, compirebbe 40 anni. Oggi però è a rischio chiusura. La battaglia che Enza e Tiberio hanno combattuto contro la malavita si è scontrata anche con la burocrazia e la lentezza della giustizia italiana: "L’estate scorsa abbiamo voluto trasmettere in Questura una denuncia riepilogativa dove abbiamo elencato ogni fatto accaduto e ancora una volta abbiamo nominato tutte le persone che da 26 anni ci hanno intimidito tentando di estorcerci, ma nessun Procuratore ci ha ancora interrogato", ha raccontato la coppia nel corso della conferenza stampa convocata per diffondere il proprio messaggio di legalità. "Se la giustizia arriva tardi, non è più giustizia".