Reggio Calabria, catturato superlatitante 'ndrangheta Antonio Caia

Reggio Calabria, 13 gen. (LaPresse) - I carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato Antonio Caia, nato a Scilla il 29 luglio 1970 residente a Seminara (Rc), inserito nell'elenco dei latitanti pericolosi del ministero dell'Interno. Il latitante era in un abitazione vicino a Corigliano Calabro (Cs).

Al momento del blitz Caia è stato sorpreso nel sonno in compagnia della moglie. All'interno dell'abitazione, occultati sotto il letto, sono state rinvenute armi e munizioni pronte per l'utilizzo, un Kalasnkicov completo di caricatore inserito ed avente 22 colpi, una pistola semiautomatica marca Sig-Sauer calibro 9 completa di caricatore inserito con 15 colpi, 1 visore notturno, 1 pugnale, 1 binocolo. Nel corso della perquisizione all'abitazione sono stati anche rinvenuti: 1 panetto di eroina da 580 grammi; 3 panetti di cocaina per un totale di 1,7 kg; 20 Buste di semi, verosimilmente di marijuana, per un totale di un 1 kg. Il proprietario dell'abitazione, un 39enne veniva tratto in arresto per il reato di favoreggiamento personale nei confronti del latitante. La moglie 29enne, è stata arrestata poiché responsabile, in concorso, di detenzione illegale di armi e munizionamento da guerra e detenzione di ingente sostanza stupefacente.

Caia era uno dei capi e dei promotori dell'organizzazione mafiosa operante nel territorio del comune di Seminara. L'inchiesta, coordinata dalla Dda reggina, è cominciata nel dicembre 2006 dopo l'omicidio del boss Domenico Gaglioti e si è concentrata sulla cosca dei Gioffrè. Già nel novembre 2007 le indagini avevano portato all'arresto di 13 persone (7 delle quali, tuttora detenute, figurano anche tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi in esecuzione oggi) che avrebbero condizionato le elezioni del maggio 2007 per il rinnovo dell'amministrazione comunale di Seminara, poi sciolta e commissariata per infiltrazioni della criminalità organizzata. Le conflittualità tra le opposte fazioni mafiose si erano poi tradotte in una serie di fatti di sangue che avevano riacceso la faida che già negli anni '70 si era consumata in quell'area.

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