Regeni, genitori di Giulio: Arrestato il nostro consulente
In tre giorni di proteste, secondo Amnesty International, sono finiti in manette oltre 200 manifestanti e giornalisti

La famiglia di Giulio Regeni fa sapere di essere preoccupata per l'arresto in Egitto di una delle persone che stanno offrendo consulenza ai propri legali: si chiama Ahmed Abdallah, conferma l'avvocato dei Regeni, Alessandra Ballerini, è il presidente del consiglio d'amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, e ha seguito la vicenda della morte del ricercatore friulano fin dall'inizio.

Secondo quanto si apprende dalla ong nella quale opera, Ahmad Abdallah è stato arrestato alle 3 del mattino di ieri da forze di polizia arrivate nel suo appartamento. Gli agenti lo hanno portato via e hanno sequestrato il suo computer e il suo cellulare e in queste ore dovrebbe tenersi un primo processo  a suo carico. Secondo la ong, denominata Commissione egiziana per i diritti e le libertà, potrebbero esserci presto nuovi arresti.

Il gruppo sostiene che più di 100 persone sarebbero state arrestate di recente in otto governatorati diversi, tra cui il Cairo e Alessandria. "Questi arresti hanno preso di mira personaggi pubblici, difensori dei diritti umani e attivisti  - scrive la ong in una nota - E considerato che manifestazioni di protesta sono in programma oggi, il numero degli arrestati è destinato ad aumentare nelle prossime ore".

"La brutale repressione di fronte alla quale ci troviamo, al Cairo e in altri governatorati - aggiunge la ong - sembra essere il risultato di quanto annunciato di recente dal ministro degli interni che ha detto 'risponderemo con la massima fermezza e risolutezza a qualsiasi azione che possa turbare la sicurezza pubblica'."

"Questa dichiarazione - proseguono gli attivisti - fa seguito a quella del presidente Abdul Fattah Al Sisi secondo il quale alcuni gruppi che starebbero mettendo a rischio la pubblica sicurezza saranno fermati da polizia e forze armate".

AMNESTY CONDANNA ARRESTI DI MASSA IN EGITTO. Intanto la situazione degli arresti di massa nel Paese si fa sempre più critica. Amnesty International condanna l'arresto "massiccio e arbitrario di oltre 238 manifestanti e giornalisti durante le proteste di ieri in Egitto, contro la cessione di due isole nel mar Rosso all'Arabia Saudita. In un comunicato, sottolinea che tali misure sono "un tentativo spietatamente efficace di frenare le proteste pacifiche". Nel testo, l'organizzazione cita il dato del Fronte di difesa dei manifestanti egiziani, che ha documentato l'arresto anche di attivisti, giornalisti e cittadini stranieri.

"Le autorità egiziane sembrano aver orchestrato una campagna di mano dura e spietatamente efficace per reprimere questa protesta prima che cominciasse", ha affermato Magdalena Mughrabi, direttrice ad interim per Medioriente e Nord Africa. Secondo i dati dell'ong egiziana, altre 90 persone erano state arrestate tra il 21 e il 24 aprile e molte restano in custodia della polizia e sono state incriminate.

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