Rapporto 2014 pena morte: in Cina 74% esecuzioni su totale mondiale

Torino, 10 dic. (LaPresse) - Secondo il Rapporto 2014 sulla pena di morte nel mondo dell'associazione 'Nessuno Tocchi Caino', dei 37 mantenitori della pena di morte, 30 sono paesi dittatoriali, autoritari o illiberali. In 16 di questi, nel 2013, sono state compiute almeno 4.046 esecuzioni, il 98,5% del totale mondiale. Sul terribile podio dei primi tre paesi che nel 2013 hanno compiuto più esecuzioni nel mondo figurano Cina, Iran e Iraq. Solo la Cina ne ha effettuate almeno 3mila, circa il 74,5% del totale mondiale.

A seguire ci sono l'Iran (687), l'Iraq (172), l'Arabia Saudita (78), la Somalia (27), il Sudan (21), la Corea del Nord (17), lo Yemen (13), il Vietnam (8), il Kuwait (5), il Sudan del Sud (4), la Nigeria (4), la Malesia (3), la Palestina (Striscia di Gaza) (3), l'Afghanistan (2) e il Bangladesh (2). È probabile che esecuzioni 'legali' siano avvenute anche in Siria nel 2013, anche se non è possibile confermarlo. Molti di questi Paesi non forniscono statistiche ufficiali sulla pratica della pena di morte, per cui il numero delle esecuzioni potrebbe essere molto più alto.

Dei 37 Paesi mantenitori della pena capitale, sono solo 7 quelli che possiamo definire di democrazia liberale, con ciò considerando non solo il sistema politico del Paese, ma anche il sistema dei diritti umani, il rispetto dei diritti civili e politici, delle libertà economiche e delle regole dello Stato di diritto. Le democrazie liberali che nel 2013 hanno praticato la pena di morte sono state 6 e hanno effettuato in tutto 60 esecuzioni, l'1,5% del totale mondiale: Stati Uniti (39), Giappone (8), Taiwan (6), Indonesia (5), Botswana (1), India (1).

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata