Ragusa, madre Loris urla sua innocenza. Legale: Chi sa parli

Palermo, 10 dic. (LaPresse) - Dalla cella della sezione femminile del carcere Piazza Lanza di Catania, dove è guardata a vista dagli agenti di polizia penitenziaria, Veronica Panarello continua a professare la sua innocenza. La donna accusata di aver ucciso il figlioletto di otto anni, Andrea Loris, e di averne nascosto il cadavere in un canale di scolo alla periferia di Santa Croce Camerina, respinge l'accusa più orrenda per una madre. Lo fa anche attraverso il suo legale, Francesco Villardita, che oggi è andato a trovarla: "L'ho trovata processualmente serena - dice - anche se molto provata perchè si trova in carcere, chiede giustizia. E' stremata e senza forze, ma continua a ripetere incessantemente che è innocente e che quella mattina ha accompagnato il bambino a scuola". In una situazione ambientale non facile, con molti detenuti di Piazza Lanza che continuano a gridarle "assassina", la madre di Loris attende la richiesta di convalida del fermo, che dovrebbe essere depositata dai pm di Ragusa entro poche ore. A quel punto la palla passerà al gip, che ascolterà la donna in presenza del suo avvocato e deciderà se convalidare il fermo ed emettere una ordinanza restrittiva della libertà personale.

"Ma noi faremo delle nostre indagini - annuncia Villardita - perchè dobbiamo trovare qualcuno che parli". Dal legale di Veronica arriva anche l'appello: "Se qualcuno sa, se qualcuno ha visto la signora ed è in condizione di testimoniare lo faccia". Intanto, attraverso i microfoni della trasmissione di Raiuno 'La Vita in diretta', arrivano le parole di Davide Stival, padre di Loris: "Non mi interessa se è stata mia moglie - dice -. Chi è stato è stato deve pagare, non si può fare una cosa di queste a un bambino". Poi ancora: "Potrei dire che è stata lei, ma non saprei. Sono soltanto fotogrammi ma ci sono tante coincidenze. A quanto hanno fatto vedere gli inquirenti - ancora Stival - lei non c'è andata a scuola. Lei dice sempre una versione: che lo ha accompagnato". Parole che arrivano fin dentro a quella cella di Piazza Lanza, a più di 120 chilometri, dove la moglie continua a urlare la sua innocenza.

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