Ragusa, lucravano su malati terminali: 5 arresti e 18 indagati

Ragusa, 19 giu. (LaPresse) - I carabinieri del comando provinciale di Ragusa hanno eseguito, su ordine della Procura della Repubblica di Modica (Ragusa), 5 ordinanze cautelari e numerose perquisizioni domiciliari: in manette un infermiere e la titolare di un'impresa funebre. Altre 3 persone sono sottoposte alla misura dell'obbligo di presentazione ai carabinieri, mentre 18 sono gli indagati a piede libero. Tutti devono rispondere a vario titolo di: truffa aggravata ai danni dello Stato, peculato, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal privato e da pubblici ufficiali in atti pubblici, detenzione illegale ai fini di spaccio di sostanze classificate stupefacenti. Nel mirino dei militari una rete di medici, paramedici, società, personale del 118 ed imprese d'onoranze funebre, che gestiva un sistema che lucrava alle spalle di malati anche terminali in regime di assistenza domiciliare.

Le truffe venivano effettuate mediante indebite prestazioni a domicilio per conto di una cooperativa privata di assistenza del malato di Ragusa di personale sanitario, nonostante il rapporto di esclusività con l'ASP di Ragusa, con l'utilizzo di materiali e presidi sanitari sottratti abusivamente alle scorte del Servizio Sanitario e fatturazioni false o gonfiate; reciproci contatti (con telefonini, completi di sim card, forniti in dotazione dalle imprese funebri al personale sanitario) con agenzie di onoranze funebri, cui veniva segnalato tempestivamente il decesso di pazienti ospedalizzati o assistiti abusivamente a domicilio, così da consentire alle ditte l'aggiudicazione del servizio funebre, ai danni delle altre imprese concorrenti; clandestina accettazione di campioni di prelievi sanguigni - eseguiti abusivamente peraltro con provette sottratte dalla farmacia dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa - per farli sottoporre ad analisi di laboratorio a spese del Servizio sanitario nazionale, omettendo il pagamento del ticket sanitario; false attestazioni di documentazione pubblica per frodare l'ASP di Ragusa ed il Servizio sanitario, o per dare atto dell'ingresso in pronto soccorso di pazienti che invece nel domicilio avevano beneficiato di indebite prestazioni ospedaliere gratuite, o per autorizzazioni per il trasporto in ambulanza di persone già decedute, come se fossero ancora in vita. Nell'ambito della stessa inchiesta è già stato sequestrato un ingente quantitativo di materiale di esclusivo uso ospedaliero e farmaci defustellati, classificati tra le sostanze stupefacenti e dopanti.

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