Ragusa, bimbo ucciso: investigatori concentrati su un video con la madre. Anche Ros di caso Yara

Palermo, 3 dic. (LaPresse) - Sono arrivati nella serata di ieri alcuni Ufficiali e marescialli del Ros, investigatori specializzati in indagini su crimini violenti, che daranno manforte alla task force composta dai Carabinieri del Nucleo investigativo e dal personale dello Servizio centrale operativo e da quello della squadra mobile di Ragusa per fare luce sull'omicidio del piccolo Andrea Loris Stival. Sono gli stessi uomini che si sono occupati in passato di crimini violenti come il caso di Yara Gambirasio, l'attentato alla Scuola di Brindisi l'omicidio dei coniugi Burgato di Lignano Sabbiadoro e di Roberta Ragusa di Pisa.

L'altro ieri un'inchiesta della procura di Ragusa per sequestro di persona e omicidio, senza indagati, ieri quel nome c'era ed è quello di Orazio Fidone, il cacciatore che sabato pomeriggio ha trovato il corpo di Andrea Loris Stival, il bambino di otto anni strangolato e gettato in un canale di scolo nelle campagne di Santa Croce Camerina (Ragusa). "Ma è solo un atto dovuto", tengono a precisare più volte gli investigatori. Alla base c'è la necessità di effettuare alcuni importanti rilevamenti sull'auto e sui vestiti di Fidone, a cui va garantita la possibilità di nominare un legale e un perito di fiducia che assista ai rilevamenti della Scientifica e degli uomini dello Sco. Secondaria, almeno per il momento, appare la denuncia per detenzione illegale di esplosivo, nata dalle perquisizioni nelle sue abitazioni: gli agenti, infatti, hanno trovato "migliaia" di munizioni da caccia, alcune risalenti persino alla Seconda guerra mondiale. L'uomo resta comunque in libertà e a chi lo avvicina spiega di non avere nulla da nascondere. Polizia e carabinieri continuano a lavorare sulla scena del crimine e ad ascoltare parenti e persone vicine al bambino. Ascoltata anche la madre, forse per alcune precisazioni sul racconto relativo a quella mattina di sabato, quando diverse telecamere hanno catturato la sagoma della sua auto nella zona della scuola, o forse per capire se gli slip trovati nel pomeriggio a pochi metri dalla 'Falcone-Borsellino' siano quelli indossati quel giorno da Loris, ritrovato senza le mutandine. "Sono slip simili per colore e forma a quelli che mancano al bambino", spiega la dirigente della polizia scientifica Sicilia orientale, Giuseppina Neri, ma "bisogna attendere l'esito degli esami".

Polizia e carabinieri predicano pazienza, quella che inizia a scarseggiare tra i cittadini di Santa Croce Camerina. Qualcuno di loro oggi ha appeso uno striscione sulla cancellata dell'istituto frequentato dal bambino: "Sia fatta giustizia per il piccolo Loris", è il messaggio di una intera comunità di poco più di diecimila anime, finita sotto ai riflettori dei media. "Non ci siamo abituati", lamenta il sindaco, Franca Iurato, che poi si dice "perplessa per l'eccessivo cannibalismo mediatico" di cui Santa Croce e i suoi abitanti sarebbero rimasti vittime in questi giorni. "Capisco l'esigenza di informare - ancora Iurato - ma chiedo ai giornalisti un passo indietro, ricordiamoci che molti elementi di questa vicenda investono la vita privata di due persone. E' una storia molto dolorosa, abbiamo bisogno di essere lasciati in pace". Respinte le critiche per la mancata collaborazione dei concittadini alle indagini, elemento sottolineato più volte dal capo della procura di Ragusa, Carmelo Petralia: "Sono convinta - dice Franca Iurato - che la nostra non sia una comunità omertosa. Forse qualcuno può avere delle incertezze legate ai dubbi sulla propria capacità di memoria riguardo a determinati episodi, e per questo magari è restio a recarsi dagli investigatori, ma di certo non siamo omertosi". L'amministrazione comunale, intanto, ha annullato tutte le iniziative previste per il Natale 2014: "Un atto doveroso per la tragedia accaduta", spiega Iurato, che oggi è tornata al lavoro con la sua giunta, perchè la morte del piccolo Loris ha anche rallentato inevitabilmente la macchina amministrativa di questo Comune ragusano, che ora chiede di tornare alla 'normalità' della provincia.

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