Puglia, scontro treni: 23 morti accertati. Si cercano dispersi
Trovata scatola nera. Si cerca tra le macerie, sono 50 i feriti. Renzi sul luogo del disastro: "Non vi lasceremo soli"

Si svolgeranno questa mattina, nella sede della medicina legale di Bari, le procedure di riconoscimento delle vittime della tragedia ferroviaria di ieri tra Andria e Corato. Nel pomeriggio le operazioni di ricoscimento dovrebbero essere terminate mentre domani si svolgeranno gli accertamenti medico-legali e per venerdì la procura di Trani, titolare delle indagini, dovrebbe rilasciare il via libera per i funerali. Quello di ieri in Puglia è una delle tragedie ferroviarie più grandi mai avvenute in Italia. Almeno 27 morti, una cinquantina i feriti, tra cui alcuni in gravissime condizioni anche se ufficialmente le vittime accertate sono 23, di cui 22 identificate. E' questo il bilancio provvisorio dello scontro frontale sulla linea che da Bari arriva a Barletta. Un impatto violentissimo tra due convogli della 'Ferrotramviaria', le ferrovie del Nord barese, che ha letteralmente disintegrato 4 vagoni a bordo dei quali viaggiavano decine e decine di pendolari e studenti universitari. Tra i morti anche un macchinista, mentre l'altro è sopravvissuto ma in gravi condizioni. Fra le vittime un funzionario della polizia, il vice questore aggiunto Fulvio Schinzari, che  attualmente ricopriva l'incarico di dirigente dell'ufficio personale della questura di Bari. Schinzari si trovava sul treno per raggiungere il suo ufficio a Bari, di rientro dalle ferie.

LA SCATOLA NERA. Mentre i soccorritori continuano a cercare le vittime fra le lamiere, è stata estratta nella notte la scatola nera di uno dei due mezzi. Il ritrovo è fondamentale per il prosieguo delle indagini. Ci si interroga sulle cause: errore umano o infrastrutture fatiscenti? La polemica impazza, anche in rete, mentre la macchina dei soccorsi continua a lavorare senza sosta. Omicidio colposo plurimo, disastro ferroviario, dice la magistratura. L'incidente è avvenuto lungo un binario unico con "due treni che per partire hanno bisogno di un fonogramma e una paletta: esattamente come 60 anni fa".

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RICONOSCIMENTO COMPLESSO. "Sono in corso le operazioni di riconoscimento delle vittime, mancano all'appello 27 persone. I feriti in codice rosso sono 11". Così il responsabile della Protezione Civile Fabrizio Curcio ai microfoni del Tg1. "Sarà una giornata difficile. Il riconoscimento delle vittime - aggiunge - è un'attività che va fatta con grande cautela e attenzione, è stato un'impatto importante". Curcio parla anche della gestione dell'emergenza: "hanno lavorato più di 600 persone, la macchina dei soccorsi ha funzionato bene", conclude. "Ci sono 23 salme ricomposte e accertate, a queste si aggiungono dei resti, presumibilmente di altre quattro persone. I reclamati dai parenti, che dunque mancano all'appello, sono infatti 27". Lo ha spiegato il prefetto di Barletta, Clara Minerva, parlando ai microfoni di Sky Tg24.

CEI: 8XMILLE PER EMERGENZA.  La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana si stringe attorno alle famiglie coinvolte nel grave incidente ferroviario avvenuto ieri sulla linea Corato-Andria:  "Mentre partecipa al dolore per la perdita di tante vite umane - si legge nella nota -, prega per la guarigione dei feriti e incoraggia ogni possibile forma di solidarietà e condivisione. A sua volta, esprime a monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto e presidente della Conferenza Episcopale Pugliese, la vicinanza più sincera. Dai fondi 8xmille destina al vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, un contributo di 200 mila euro per la prima emergenza".

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