Profugo ucciso da ultrà, condanna unanime dalla politica
Mattarella: "Piena solidarietà alla vedova, le presteremo ogni necessaria forma di assistenza"

Il delitto di Emmanuel Chidi Nnamdi scuote la politica non solo per la morte tragica dopo una lunga agonia, ma perché Emmanuel era il simbolo dell'accoglienza: rifugiato, cristiano perseguitato, fuggito dalle violenze Boko Haram. "Addolorato dal gravissimo episodio di intolleranza razziale" il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non nasconde lo sconcerto per l'accaduto e chiede al prefetto di Fermo di esprimere alla vedova, signora Chinyery, "la sua piena solidarietà e di prestarle ogni necessaria forma di assistenza".  

Ma è la presenza del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nella città di Fermo, a ribadire la posizione del governo e delle istituzioni  "contro l'odio, il razzismo e la violenza". "Una drammatica storia di libertà è finita male - confessa il titolare del Viminale dopo aver presieduto il Comitato dell'Ordine e sicurezza a Fermo - il germe del razzismo va fermato prima che generi il suo frutto avvelenato". E poi la conferma che Amedeo Mancini "è stato fermato per omicidio con l'aggravante della finalità razzista". Una aggravante secondo Alfano che "dà la misura di come tutte le attività investigative di queste ore siano andate nella direzione giusta, la direzione di un movente razziale". "L'Italia, le Marche, Fermo - tiene però a precisare il ministro - non sono rappresentate da Amedeo Mancini. Sono rappresentate dalla commozione e le lacrime che il sindaco di questa citta' ha versato durante il nostro comitato dicendomi che questa non e' Fermo".

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