Procura Milano, Bruti: Rischia la paralisi, situazione insostenibile

Milano, 11 nov. (LaPresse) - "In mancanza di provvedimenti significativi ed urgenti, occorre dire con chiarezza che la gestione della Procura di Milano rischia concretamente la paralisi". Lo si legge in un passaggio del Bilancio di Responsabilità Sociale della Procura di Milano. "Non sarà sufficiente il senso del dovere e l'abnegazione di tutti gli amministratori in servizio - prosegue il testo - di tutte le qualifiche, che finora ha consentito, nonostante tutto di reggere la quotidianità, affrontare le frequenti situazioni in cui l'urgenza delle indagini impone impegno supplementare e non ultimo di fronteggiare le ricadute sul sistema giudiziario dell'evento Expo, appena concluso".

La situazione della Procura di Milano, da quanto emerge dal rapporto, è al collasso. "Ora - si legge - si è giunti al punto limite". Tra i punti chiave, "l'esigenza di un intervento riformatore sul processo penale, in difetto del quale tutto l'impegno organizzativo cui ci dedichiamo rischia di risultare vano".

La rapidità con cui la Procura di Milano ha gestito le indagini su Expo, mantenendo anche separati i diversi filoni "ha permesso di gestire. Con eccezionale rapidità il primo è più rilevante filone" legato alla cosiddetta "cupola degli appalti" e questo "ha consentito alla struttura di Expo 2015 di adottare tempestivamente i provvedimenti per la sostituzione dei manager colpiti dalla misura cautelare evitando ogni stasi nel periodo delicatissimo di predisposizione delle strutture di base per l'evento" si legge ancora.

GESTIONE INCHIESTE EXPO-. La gestione delle inchieste sull'Expo da parte della Procura di Milano "può suggerire qualche riflessione sul tema oggi attuale del rapporto tra iniziative giudiziarie ed attività economica e tra magistratura e altre istituzioni dello Stato - si legge ancora - I tempi della giustizia non sono i tempi dell'economia e delle attività imprenditoriali, ma la giustizia può cercare di adottare le misure organizzative affinché questa d distanza di riduca".

"La Procura di Milano ha svolto il ruolo che le compete di accertamento rigoroso dei atti di reato - prosegue il testo - La magistratura penale non deve farsi carico di 'compatibilità, ma può e deve operare con scelte organizzative e di strategia di indagine che assicurino la massima celerità, mettendo le altre articolazioni delle istituzioni in condizioni di adottare tempestivamente i provvedimenti di loro competenza".

La creazione dell'Autorita Nazionale Anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, e altre iniziative hanno permesso di "assicurare la prosecuzione delle opere in condizioni di ripristinata legalità", dopo gli arresti della primavera scorsa dei responsabili di alcuni lavori ancora in corso. "Il raccordo tra il presidente Anac e il prefetto di Milano - continua il rapporto - ha condotto al 'commissariamento' di rami d'azienda per consentire la prosecuzione dei lavori. Dal conto suo - prosegue il testo -il Prefetto di Milano ha posto in essere una particolarmente incisiva azione di applicazione delle misure interdittive antimafia".

Proprio le inchieste di Expo avevano portato a galla il conflitto, già serpeggiante, tra il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, che da lunedì andrà in pensione, e il suo aggiunto Alfredo Robledo, che dopo gli scontri che hanno provocato una spaccatura in Procura, è stato spostato dal Csm al Tribunale Torino.

Ed è proprio il procuratore aggiunto Edmondo Bruti Liberati ha ribadire che non c'è stata alcuna moratoria sulle indagini che riguardano gli appalti di Expo.

"Sto ai fatti - ha detto l'alto magistrato - le indagini su Expo si sono fatte senza nessuna moratoria, la rapidità è stata eccezionale e se una cosa abbiamo fatto è stata quella di lavorare alacremente. Ci sono stati magistrati e pg che hanno passato il Natale 2013 sulle carte, ai primi mesi 2014 siamo riusciti ad aver l'indagine, quello che conta ancora una volta sono i fatti e non le chiacchiere".

Quanto alle parole del premier Renzi, che ieri aveva ringraziato la Procura di Milano per la "sensibilità istituzionale" utilizzata nell'affrontare la vicenda degli appalti di Expo, Bruti ha detto che al quarto piano del Palazzo di Giustizia di Milano si è fatto "quello che si è sempre fatto ed è quello che la Procura continua a fare: c'è una necessità di sensibilità rispetto alle esigenze del Paese e questa sensibilità si è mostrata con la celerità delle indagini. I tempi delle imprese - ha concluso - non sono quelli della giustizia,ma poi la giustizia deve fare di tutto per avvicinarsi".

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