Il dolore, la morte, le vittime, gli eroi, le responsabilità, la ricostruzione e la politica. Ponte Morandi, una storia italiana

E' passato un mese dal disastro di Genova. Il crollo, il dolore, le vittime, gli eroi. Ma anche la politica, i responsabili, le indagini e gli indagati. Una storia che è appena cominciata ma ha già dentro un mare di cose

Il Ponte Morandi, “sparisce” letteralmente dall’orizzonte della Valpolcevera alle 11 e 36 minuti del 14 agosto 2018. Tutti ricorderemo per sempre quella voce che grida “Oddio… oddio…” mentre, sullo sfondo, sotto una pioggia torrenziale, la campata non c’è già più e il pilone della “pila” numero 9 sta finendo di sbriciolarsi. Poi il camion della Basko fermo a pochi metri dall’abisso, le immagini mancanti, i 43 morti, gli eroi, i funerali, gli sfollati delle case di via Fillak e via Porro, le accuse, gli indagati, le commissioni che sbagliarono, le responsabilità, i tempi della demolizione, le polemiche su come ricostruire e su chi dovrà ricostruire, il progetto di Piano, la viabilità di Genova, lo scontro politico tra Genova e il governo, le mediazioni e tante altre cose che devono ancora succedere prima che questa storia sia definitivamente chiusa e possa diventare solo un triste ricordo per Genova e un pezzo di Storia tragica per l’Italia intera. E’ passato già un mese. Proviamo a mettere in fila tutto quanto è accaduto

Foto Marco Alpozzi/LaPresse 15 agosto 2018 Genova, Italia Cronaca Genova, crollo Ponte Morandi: foto notturne Nella foto: Il ponte crollato visto dal lato di via Canepari Photo Marco Alpozzi/LaPresse August 15th, 2018 Genoa, Italy News Bridge collapses on Genoa highway

Il crollo – Una tempesta agostana di proporzioni davvero insolite si accompagna alla tragedia del Ponte Morandi. Le telecamere mostrano un muro d’acqua e, pochi istanti prima del crollo, le immagini spariscono. Qualcuno alimenterà il sospetto di un’interruzione “voluta” al quale qualche costruttore di bufale collegherà l’idea che il ponte sia stato fatto esplodere con delle cariche. Tutto falso, ovviamente. Ponte Morandi va giù, con tutta probabilità per un cedimento strutturale. Probabilmente è uno strallo (uno di quelle enormi catene di cemento precompresso che collegavano la sommità della “pila” 9 al piano stradale per sostenerlo) a cedere per l’usura e lo sfilacciamento degli enormi cavi di acciaio intrecciato al suo interno. Un boato, e tutto viene giù. Mancano, si diceva, le immagini del crollo dall’alto: una telecamera si è guastata per la pioggia e l’altra era puntata in direzione opposta. Ce ne sono di sotto quando il ponte si abbatte sul greto del Polcevera investendo con una nuvola di polvere e detriti le strade sottostanti (Via Fillak e via Porro). Per fortuna solo un capannone dell’Amiu (l’azienda della Nettezza Urbana genovese) viene investito dal crollo. Dentro moriranno due persone impegnate nell’isola ecologica dove separavano i vari tipi di spazzatura.

Rescuers and security forces watch as a recovered body in evacuated at the site where the Morandi motorway bridge collapsed in Genoa on August 14, 2018. - At least 30 people were killed on August 14 when the giant motorway bridge collapsed in Genoa in northwestern Italy. The collapse of the viaduct, which saw a vast stretch of the A10 freeway tumble on to railway lines in the northern port city, was the deadliest bridge failure in Italy for years, and the country's deputy transport minister warned the death toll could climb further. (Photo by Valery HACHE / AFP)

Le vittime – Al momento del crollo, sul ponte stavano passando una trentina di automezzi tra auto, camion e tir. Ci vorranno quattro o cinque giorni per trovare tutte le vittime. Alla fine i morti saranno 43 e 16 i feriti. Come sempre, sarà un doloroso elenco di storie e di coincidenze. Qualcuno, come sempre, sarà fortunatissimo, come quel giovane che si salva perché la sua auto quasi “plana” sulle macerie, qualcuno sfortunatissimo (come un ragazzo francese che aveva accettato all’ultimo momento un posto in auto per andare a un concerto tech in Italia e dividere le spese). Ci saranno famiglie distrutte e ragazzi che andavano in vacanza e non torneranno mai più. Ma tutta Italia, in quelle ore, farà i conti di quante volte è transitata su quel ponte. Tutti abbiamo sentito di un amico o di un conoscente che è passato quella mattina, il giorno prima o, magari, solo dieci minuti prima. La differenza tra la vita e la morte la rappresenta il camioncino della Basko che resterà lassù, appollaiato per qualche giorno.

Rescuers inspect the rubble and wreckages at the Morandi motorway bridge, two days after a section collapsed in Genoa on August 16, 2018. - A vast span of the Morandi bridge caved in during a heavy rainstorm in the northern port city on August 14, 2018, sending about 35 cars and several trucks plunging 45 metres (150 feet) onto railway tracks below and killing at least 39 people. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)

Gli eroi - Genova si sveglia subito dal dolore frastornante. Piange dignitosa e scava tra le macerie. I vigili del fuoco diventeranno gli eroi di questa storia. Si guadagneranno il rispetto di tutto. Come sempre, in una vicenda così in cui le responsabilità vanno cercate nell'incuria, nel disinteresse, forse nell'avidità, emerge la forza di chi è capace di dedicare tutto se stesso agli altri. I pompieri genovesi rappresentano egregiamente il lato buona di questa terribile vicenda.

A relative mourns near the coffins of some of the victims of the collapsed Morandi highway bridge, laid in front of the altar, prior to the start of the funeral service, in Genoa, on August 18, 2018 - Fury is growing over the shock collapse of the Morandi bridge, a decades-old viaduct that crumbled in a storm on August 14 killing at least 38 people, with Italian media reporting that some outraged families would shun August 19's official commemorations. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)

I funerali - Solo per 18 persone ci saranno funerali di Stato. Le altre famiglie rifiutano o vogliono semplicemente piangere i loro cari nei luoghi di origine. Lo Stato è presente e si misurano fischi e applausi. Applausi per Mattarella e per gli uomini del governo giallo-verde: Salvini, Di Maio e Conte vengono accolti da battimani scroscianti. Fischi, invece, per Martina e la delegazione del Pd. Salvini, forse, esagera e viene colto a farsi un selfie con una "tifosa". La polemica politica irrompe nel dolore di Genova.

Gli sfollati - Sotto il ponte, abituate a temere che un Tir ti voli in testa ma non a pensare al crollo di quell'enorme ombrello che sovrasta da mezzo secolo le loro vite, abitano circa settecento persone in undici palazzi che danno su via Fillak e via Porro. Palazzi che vanno rapidamente evacuati. Non si può più vivere sotto il moncone di levante del Ponte Morandi dal quale, di tanto in tanto, arrivano sinistri scricchiolii. Comune e Regione interverranno con prontezza. Ma anche amici, conoscenti e cittadini qualsiasi metteranno a disposizione le loro case. Ci saranno anche momenti di tensione e proteste, ma almeno il problema più urgente di avere un tetto, verrà risolto. Ma questa gente dovrà avere ulteriori risarcimenti che, ovviamente, arriveranno una volta chiarite le responsabilità, da Autostrade per l'Italia e da chiunque altro sarà riconosciuto colpevole della tragedia.

Foto LaPresse - Tano Pecoraro 23/08/2018 Genova ( Italia) Genova, lavori di smaltimento dopo il crollo del Ponte Morandi Nella foto: mezzi meccanici all'opera

Autostrade per l'Italia - Per tutti, ovviamente, è la prima colpevole. La società che fa capo a Atlantia e alla famiglia Benetton, è concessionaria di circa la metà (3.000 chilometri) della rete autostradale italiana. E' mancata la manutenzione? Non sono stati fatti lavori che erano urgenti? Comunque, Aspi, nei primi giorni, si attira l'odio e il risentimento della gente e delle famiglie coinvolte per un atteggiamento almeno apparentemente distaccato. Poi si farà avanti e ci metterà anche la faccia oltre a mettersi a disposizione per tutte le esigenze dei primi giorni. Autostrade per l'Italia farà sapere di aver messo immediatamente sul tavolo 500 milioni di euro per rispondere alle necessità più impellenti delle famiglie, per ripristinare la viabilità genovese e avviare la ricostruzione del Ponte. Ma sullo sfondo comincerà la battaglia  politica. Battaglia sulle concessioni, la loro durata, i vantaggi per i concessionari, i pedaggi, i soldi non spesi. Ma anche sui mancati controlli da parte del Ministero dei Trasporti ora diretto da Danilo Toninelli e, fino a qualche mese fa, da Graziano Delrio, sulle responsabilità dei funzionari e degli ingegneri preposti ai vari livelli nazionali e locali, pubblici e privati. Il governo decide che la concessione deve essere tolta immediatamente a Aspi e avvia la procedura. Molti sconsigliano di avventurarsi su questa strada in fondo alla quale potrebbero esserci salatissime penali da pagare. Ma Toninelli e Di Maio parlano apertamente di nazionalizzazione, mentre Salvini e Conte frenano. La procedura contro Aspi viene avviata, ma sul futuro delle concessioni e sull'alternativa della nazionalizzazione, c'è ancora molta strada da fare.

Foto LaPresse - Tano Pecoraro 23 08 2018 Genova - (Italia) Cronaca Conferenza Stampa Presidente Toti e Sindaco Bucci nella foto: cozzi francesco procuratore genova Photo LaPresse - Tano Pecoraro 23 August 2018 City Genova - (Italy) Chronicle Press Conference President Toti and Mayor Bucci in the pic: cozzi francesco procuratore genova

L'inchiesta - L'inchiesta parte subito. Se ne incarica Francesco Cozzi, capo della Procura di Genova: genovese, 67 anni, ha frequentato il liceo D'Oria e la facoltà di Giurisprudenza a Genova e ha lavorato nella procura ligure. E' stato, per diversi anni responsabile della Procura di Chiavari per poi tornare a Genova a comandare la giustizia inquirente del capoluogo ligure. E' un uomo di provata saggezza e fa capire subito a tutti che l'inchiesta non potrà essere rapida: "Non è un incidente stradale qualsiasi... E' un disastro senza precedenti...Ci vorrà il tempo che ci vorrà". Con Cozzi lavorano l'aggiunto Paolo D'Ovidio e i sostituti Massimo Terrile e Walter Cotugno che coordinano gli inquirenti della Guardia di Finanza, Le cose da indagare sono subito chiare: ci sono le macerie affidate a un gruppo di consulenti tecnici della Procura, le carte che raccontano la storia del Ponte Morandi e delle sue magagne, delle manutenzioni fatte o mancate e dei controlli eseguiti o colpevolmente tralasciati. Carte che vengono sequestrate presso Aspi e, poi, presso il Ministero dei Trasporti. Ci sono le immagini che vengono acquisite nei limiti del possibile e le testimonianze di chi ha visto qualcosa. Cozzi e i suoi colleghi vogliono capire se il disastro poteva essere previsto almeno in parte, se c'erano segnali di grave degrado e perché, eventualmente, non sono stati fatti gli interventi necessari o il Ponte Morandi non è stato fermato in tempo. In queste settimane sono venute fuori cose agghiaccianti: riunioni di Commissioni che verificano comee certi controlli non siano stati fatti bene, ma poi danno il via libera ai risultati; ritardi di almeno 5 mesi nell'intervento previsto per risanare il ponte. Intervento che avrebbe potuto essere fatto ben prima di questa maledetta estate e che, invece, a causa di molti ritardi burocratici era stato rinviato all'autunno.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 04-09-2018 Roma Politica Camera dei Deputati - Comunicazioni del Governo sul crollo del ponte Morandi Nella foto Danilo Toninelli Photo Roberto Monaldo / LaPresse 04-09-2018 Rome (Italy) Chamber of Deputies - Report of the government on the Morandi bridge collapse In the photo Danilo Toninelli

Gli indagati - Nella prima settimana di settembre, arrivano i nomi degli indagati. C'è la società Autostrade per l'Italia e ci sono venti persone: undici sono dirigenti e tecnici di Autostrade per l'Italia o di Spea (società operativa legata a Aspi) e nove sono dirigenti e funzionari del Ministero. I loro nomi: Giovanni Castellucci (ad di Aspi), il direttore del Primo Tronco di Genova, Stefano Marigliani e i suoi collaboratori, Paolo Strazzullo e Riccardo Rigacci; il direttore centrale Operation Paolo Berti, il direttore delle Manutenzioni, Michele Donferri, Mario Bergamo (l’ex direttore delle manutenzioni di Autostrade) il responsabile Ponti e Gallerie, Massimo Meliani. Nel Ministero vengono individuati i responsabili dell'Unità di Vigilanza: Vincenzo Cinelli, il suo predecessore, Mauro Coletta, e il capo Divisione tecnico-operativa Bruno Santoro. Santoro, insieme al Provveditore delle Opere pubbliche di Liguria e Piemonte, Roberto Ferrazza e al prof Antonio Brencich faceva parte della Commissione d'inchiesta sulla tragedia istituita dal ministro Toninelli. I tre, indagati, devono dimettersi di corsa. Indagati anche gli ingegneri Emanuele De Angelis e Massimiliano Giacobbi di Spea, Fulvio Di Taddeo di Autostrade, e  i collaboratori di Ferrazza Salvatore Bonaccorso, Giuseppe Sisca e il capo Ufficio ispettivo Carmine Testa. Nella seconda decina di settembre cominceranno probabilmente interrogatori e incidenti probatori. I tempi non saranno brevi, ma Cozzi ha assicurato che farà il possibile per dare al più presto il via libera alla demolizione.

Foto Ufficio Stampa Quirinale/Francesco Ammendola/LaPresse 18-08-2018 Genova, Italia Politica Il Presidente Sergio Mattarella è in via Perlasca, presso l\'argine Polcevera, dove è avvenuto il crollo del Ponte Morandi. DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE

La demolizione - Il Governatore della Liguria, Giovanni Toti (Forza Italia) viene nominato dal governo Commissario all'emergenza. Toti si dà molto da fare per gli sfollati e dirige con efficienza i primi interventi utilizzando anche i servigi di Autostrade per l'Italia che si mette umilmente a disposizione. Il governatore pensa che non sia utile entrare subito in conflitto con Aspi ma che sarebbe più produttivo costringerla a metterci soldi e competenze per demolire e ricostruire. Sul punto è evidente lo scontro con Toninelli che sentenzia: "Autostrade deve stare lontana dal ponte, deve solo metterci i soldi. A costruire il nuovo ponte ci penserà Fincantieri". La cosa suscita qualche polemica anche perché Fincantieri è una società quotata in Borsa e non è più da anni in mano pubblica. Le si può affidare un appalto così importante senza una gara? Sulla scena appare anche il grande architetto genovese Renzo Piano che mette a disposizione gratuitamente un progetto molto suggestivo per un ponte in acciaio "che dovrà durare mille anni". Una striscia sospesa su piloni che si autoalimenterà e sarà illuminato da 43 "lampioni" tanti quante sono le vittime del Ponte. Negli ultimi giorni si parla di Italferr come possibile ricostruttrice del ponte.

Toti rende noti anche tempi e modalità della demolizione che dovrebbe partire alla fine di settembre. Il troncone di Levante verrà fatto crollare con cariche controllate di dinamite in una sola giornata. Purtroppo porterà con sè circa 250 appartamenti dei palazzi sottostanti. Il troncone di Ponente verrà demolito in una ventina di giorni utilizzando due gru.

This general view taken on August 15, 2018, shows rescue personnel (L) as they use cranes to sort through debris from the Morandi motorway bridge after a section collapsed in the north-western Italian city of Genoa. - The number people of killed during the collapse of a bridge in the Italian port city of Genoa has risen to 38, Interior Minister Matteo Salvini said. A vast span of the Morandi bridge caved in during a heavy rainstorm in the northern port city on August 14, sending about 35 cars and several trucks plunging 45 metres (150 feet) onto the railway tracks below. (Photo by Valery HACHE / AFP)

La viabilità - Per Genova (ma anche per l'intero Paese) il crollo del ponte è anche un disastro logistico ed economico. Il porto di Genova (che versa allo Stato circa sei miliardi di Iva all'anno) rischia di essere abbandonato dalle grandi compagnie che, ogni anno movimentano oltre due milioni e mezzo di container (circa settemila al giorno) che devono uscire rapidamente dal porto e prendere la strada di destinazione. Senza il ponte c'è il rischio di giganteschi ingorghi e di ore e ore di ritardi che valgono enormi cifre di mancati introiti. L'organizzazione portuale genovese dà una prima risposta che frena l'esodo delle compagnie: il lavoro si svolgerà anche nelle ore notturne in modo che migliaia di tir possano "scappare" dal porto col buio quando il traffico cittadino è ai livelli minimi. Ma questo non basta perché di giorno il traffico civile che non può più usare l'autostrada finirebbe per intasarsi e intasare quello commerciale. In soccorso di Genova arriva la cosiddetta "Strada del Papa", un nastro di asfalto di 6,5 chilometri che scorrerà dentro lo stabilimento dell'Ilva​​. Si chiama così perché venne utilizzata nel 1990 in occasione di un viaggio a Genova di Papa Wojtyla. Giovanni Paolo II arrivò all'aeroporto Cristoforo Colombo e la Papamobile, all'altezza della "rotonda" appena fuori dallo scalo, prese a destra e entrò nello stabilimento dell'Ilva (allora Italsider) e lo attaversò tutto, scavalcò il Polcevera su un ponticello che c'è sempre stato per entrare in porto a Calata Derna per poi proseguire uscendo dal porto antico verso Piazza della Vittoria dove il Papa disse Messa. La Strada del Papa verrà riattata, allargata, riasfaltata e verrà gettato un ponte Bailey  per superare il Polcevera all'altezza della sua foce. Lo stratagemma viario permetterà di dare un percorso "protetto" ed extra traffico da e per il porto fino a Cornigliano e allo svincolo per l'autostrada che, però, in qualche modo dovrà essere potenziato. La "Strada del Papa", si spera (insieme ad altri accorgimenti e miglioramenti sulla normale viabilità cittadina) dovrebbe permettere al porto di cavarsela almeno fino alla ricostruzione del ponte crollato. Cioé almeno un anno.

 Il decreto - Proprio ieri, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto per Genova. Si prevede, tra le altre cose, l'istituzione di una Zona economica speciale (Zes) e di una Zona logistica speciale per il porto. Ci sono poi esenzioni fiscali per chi ha immobili o attività nella 'zona rossa' e la sospensione delle notifiche di cartelle e della riscossione sino alla fine del 2019. Il testo prevede la nomina di un commissario straordinario "con ampi poteri", ha detto il premier Giuseppe Conte, sottolineando che il nome verrà fatto con un successivo decreto del presidente del Consiglio dei ministri (dpcm). Secondo una prima bozza circolata prima della riunione, il commissario viene definito come "titolare dei procedimenti di approvazione e autorizzazione dei progetti", con la possibilità di avvalersi "dei poteri di sostituzione e di deroga". Il nome non è ancora stato fatto e i genovesi hanno fatto sapere (Giovanni Toti in testa) che sarebbe gravissimo se arrivasse un commissario esterno alla città.

Il decreto urgenze prevede l'istituzione di una agenzia nazionale, nella quale verranno assunti 250 giovani ingegneri che, ha detto il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, "andranno su tutto il territorio nazionale per controllare lo stato di salute" dei ponti. Gli ingegneri, in caso di dubbi o irregolarità, "obbligheranno l'ente gestore ad agire, e potranno bloccare la viabilità all'interno di questa struttura", ha aggiunto Toninelli.

 

 

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