Pompei, truffa in lavori restauro scavi: indagato ex commissario

Napoli, 5 feb. (LaPresse) - Marcello Fiori, ex commissario straordinario per l'emergenza nell'area archeologica di Pompei, è indagato per abuso d'ufficio continuato, nell'ambito dell'indagine della Procura di Torre Annunziata sul periodo di gestione commissariale degli scavi. Indagato anche Luigi D'Amora, direttore dei lavori in quel periodo, per i reati di abuso d'ufficio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato. Nei loro confronti è stata richiesta la misura della sospensione dal pubblico ufficio ricoperto. Sottoposta agli arresti domiciliari, invece, Annamaria Caccavo, rappresentante legale della Caccavo Srl, la società affidataria dei lavori di restauro. Per lei l'accusa è di concorso in abuso di ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato.

La guardia di finanza ha dato poi esecuzione a tre misure cautelari con il divieto di esercitare l'attività professionale nei confronti di tre ingegneri: si tratta di Lorenzo Guariniello, progettista esterno della struttura commissariale per le opere finalizzate al rilascio dei certificato prevenzione incendi, Vincenzo Prezioso, progettista esterno per le strutture e Antonio Costabile e Antonio Costabile, progettista esterno per gli impianti elettrici. Tutti e tre sono indagati per corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e truffa ai danni dello Stato.

Alla Caccavo Srl è stato notificato il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione. Le fiamme gialle hanno poi sequestrato preventivamente tutti i beni nella disponibilità di Annamaria Caccavo, per un totale di 810mila euro. La Procura ha ricostruito le anomale modalità con cui sono stati affidati alcuni contratti relativi ai lavori eseguiti nell'area archeologica di Pompei a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, nel 2008, scaturito dalla situazione di grave pericolo in cui versava il patrimonio storico-artistico presente all'interno degll'area, che portò alla nomina, con decreto del presidente del Consiglio, di un commissario delegato per l'emergenza.

Compito del commissario era quello di dare attuazione alle misure necessarie per la messa in sicurezza e la salvaguardia dell'area archeologica e, quindi, di occuparsi della realizzazione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria occorrenti per impedire il degrado dei beni archeologici e consentire la piena fruizione ai visitatori. In particolare, le indagini si sono concentrate sui lavori di restauro e allestimento scenico del Teatro Grande Odeion e del quadriportico dei Gladiatori, che hanno comportato una spesa di oltre 8 milioni di euro. Per gli investigatori, sin dalle prime fasi del restauro, sono emerse procedure illegali nell'affidamento dei lavori da parte della Caccavo e anche nell'esecuzione degli interventi. La società, infatti, avrebbe gonfiato i prezzi dei materiali e dei beni necessari al recupero delle opere.

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