Pomeriggio 5, Sgarbi: Sto benissimo, mi trattano come un malato vero

Milano, 18 dic. (LaPresse) - "Va benissimo. Intanto sono vivo, che è sempre una cosa buona, posso continuare a vedere il mondo. Hanno deciso di operarmi domattina per metter a posto altre due cose ma dovrei essere a posto". Così Vittorio Sgarbi, in collegamento con 'Pomeriggio Cinque' dal reparto di cardiologia del Policlinico di Modena dove è ricoverato dopo l'ischemia cardiaca che lo ha colpito nella notte tra il 16 e il 17 dicembre mentre era in viaggio, con il suo autista, da Brescia verso Roma. Il critico d'arte ha dimostrato di aver mantenuto intatta tutta la sua verve raccontando di tutte le attenzioni che il personale ospedaliero gli ha riservato, tra cui "un catetere come se fossi un malato vero, io invece sono malato come un'automobile a cui bisogna cambiare le ruote".

"Sentivo una pressione sul petto che estendeva sul braccio", ha raccontato Sgarbi, spiegando perché è andato all'ospedale di Modena dove è stato operato d'urgenza. I medici gli hanno poi detto che se avesse aspettato un'altra mezzora sarebbe morto. Sgarbi ha pensato a quanto accaduto a Pino Daniele, "se avesse avuto la mia intuizione e si fosse fatto curare, invece di andare fin dal suo medico di fiducia, forse sarebbe ancora qui", e all'analogo caso di suo zio, morto 31 anni fa. Sgarbi ha assistito al proprio intervento: "E' stato come un concerto rock, i medici mi hanno 'suonato' e per fortuna è venuto un bel concerto - ha raccontato - Essendo un uomo coraggioso, l'ho fatto in anestesia locale, non totale". Ma nemmeno un intervento lo ha fermato: "Mi hanno detto che dovevo riposare, ma ero così felice di essere vivo che alle 5 del mattino ho scritto un articolo per il Corriere - ha raccontato - visto quello che mi era successo erano convinti che non lo avrei scritto".

Il critico si sente già pronto a essere dimesso. "Non mi fanno uscire, mi dicono che devo stare fermo, mi danno il pappagallo - ha aggiunto - fanno finta che mi debba riposare perché devono dirlo, ma visto che sono di ottimo umore è la prova che sto bene. Siccome non potevo mangiare fino a ieri, ho chiesto che mi portassero il brodo di cappone. Nel momento in cui mi hanno detto che il pericolo era passato sono diventato euforico". "Ora ho un cuore che funzionerà fino a 100 anni, un cuore integro" ha detto ancora Sgarbi. "Con le coronarie che ha, ora può tornare a urlare molto di più di prima" ha confermato il suo medico curante, Carlo Cappello. Però questa esperienza ha cambiato il critico. "Non posso più dare della capra a nessuno, amo tutti, sono diventato buono. È un po' triste. Tornerò in trasmissione apposta per verificare che sia davvero cambiato" ha concluso.

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