Polemica sul gender, ProVita: Giannini ci denunci, ma teoria è in Buona Scuola

Roma, 17 set. (LaPresse) - "Ci denunci pure, ma noi non possiamo tacere la verità: la teoria gender nella Buona Scuola c'è. Il ministro Giannini dovrebbe rileggere attentamente la legge 107 che il Governo di cui fa parte ha fortemente voluto e fatto approvare". Queste le parole di Toni Brandi, presidente dell'associazione ProVita, in risposta alle dichiarazioni rilasciate dalla ministra a Radio24, definite "sconcertanti". "Il titolare del dicastero di viale Trastevere - ricostruisce l'associazione -, negando che nella legge sulla Buona Scuola vi siano aperture alla teoria gender, è arrivato a minacciare azioni legali contro tutti coloro che continueranno a sostenere il contrario". "Se la Giannini leggesse con più attenzione il comma 16 dell'art. 1 della legge 107 - afferma Brandi - si accorgerebbe che questo rimanda al comma 2 dell'art. 5 della legge 119/2013, che a sua volta attua il dettato della Convenzione di Istanbul, dichiaratamente ispirata all'ideologia gender. E la circolare diramata dal Miur e indirizzata ai dirigenti scolastici, checché ne dica il ministro, non ci rassicura per niente, tanto è vero che in essa si continua ad usare l'espressione 'genere' e non 'sesso', quando invece la nostra Costituzione all'art. 3 parla proprio di 'distinzione di sesso'. Perché questa novità? Perché i generi sono 71 mentre i sessi solo 2?".

"Non possiamo poi dimenticare - conclude il presidente di ProVita - che da quando è ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini non ha fatto nulla per impedire che nelle scuole venissero proposti ai nostri bambini e ragazzi progetti più o meno esplicitamente fondati sulla teoria gender e/o sull'omosessualismo e sul transessualismo, come abbiamo riportato in un dossier sul nostro sito".

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