Incendio nel Pisano, fiamme domate a Calci ma emergenza a Vicopisano

In fumo 1.000 ettari di boschi. Sul fronte dell'inchiesta, i carabinieri forestali non scartano alcuna pista e stanno acquisendo tutte le informazioni possibili

È stata un'altra lunga notte e una lunga giornata per tutti gli operatori impegnati nello spegnimento degli incendi che dalla serata di lunedì 24 settembre sono divampati nell'entroterra pisano: prima sul monte Serra, con il fronte del fuoco che da Calci, alimentato dal forte vento, ha raggiunto il territorio comunale di Vicopisano e centinaia di persone hanno dovuto lasciare le abitazioni, alcune delle quali sono state danneggiate dalle fiamme. Poi, intorno alle 20 di martedì, un altro incendio ad Avane, nel Comune di Vecchiano.

Vigili del fuoco e squadre di volontari della protezione civile regionale hanno lavorato ininterrottamente per contenere i roghi, mentre dal cielo i canadair e gli elicotteri hanno riversato acqua nei punti meno raggiungibili da terra. L'aeroporto di Pisa è rimasto a disposizione solo dei mezzi impegnati nelle operazioni di spegnimento.

Nel pomeriggio di mercoldì il vento, come previsto, è calato ed è diminuita la velocità di propagazione delle fiamme. L'incendio sul monte Serra è sotto controllo sul versante di Calci e San Giuliano, dove le fiamme sono quasi completamente spente, salvo piccole riprese, ma già da alcune ore il fronte del fuoco si è spostato verso Est, in direzione di Vicopisano e Buti. A Calci gli sfollati stanno rientrando nelle case e le scuole giovedì riapriranno, mentre a Vicopisano è stata prorogata l'ordinanza di evacuazione dalle abitazioni di alcune frazioni fino a giovedì mattina. In totale sono 430 quelli ancora senza casa, ma diminuiranno nelle prossime ore. Ad Avane, invece, le fiamme, che hanno colpito solo i boschi, sono state spente nel primo pomeriggio.

Quando l'emergenza sarà definitivamente conclusa, verranno valutati i danni materiali. Oltre mille gli ettari di bosco bruciati tra il monte Serra e Avane, come è emerso dal vertice del centro coordinamento soccorsi, che si è tenuto in Prefettura a Pisa. Per adesso Coldiretti calcola che circa diecimila piante di ulivo, anche secolari, siano state distrutte dall'incendio che ha colpito anche vigneti e castagneti e ha minacciato abitazioni rurali e alcuni agriturismi che sono stati costretti ad evacuare, e stima il danno economico in almeno 6 milioni di euro solo per l'agricoltura e ci vorranno almeno cinque anni prima che si torni a produrre. Il danno ambientale, invece, non è quantificabile.

Sempre Coldiretti stima che ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con ripercussioni sull'economia, il lavoro e il turismo. Il sindaco di Calci ha chiesto che il Governo "riconosca l'emergenza nazionale e, come ha già fatto la Regione, stanzi risorse per aiutare cittadini e aziende colpiti". Proprio per dare un sostegno economico alle comunità colpite dall'incendio, Confesercenti Toscana Nord ha aperto un conto corrente di solidarietà alla Cassa di Risparmio di Volterra, mentre la Camera di Commercio di Pisa ha stanziato 100mila euro per la bonifica e per il ripristino delle imprese danneggiate.

Infine, sul fronte dell'inchiesta avviata a Pisa per incendio doloso, i carabinieri forestali, ai quali è affidata l'indagine, non scartano alcuna pista e stanno acquisendo tutte le informazioni possibili, ma smentiscono di avere già fornito al sostituto procuratore Flavia Alemi e al procuratore Alessandro Crini una lista di sospettati.

Nessun dubbio sull'origine dolosa delle fiamme anche per il governatore della Toscana Enrico Rossi, che anche in giornata ha seguito le operazioni di spegnimento degli incendi nelle zone colpite. Rossi ha anche sottolineato che non si può ricostruire sulle aree bruciate perché "c'è una legge dello Stato che lo impedisce, da tempo e come Regione Toscana abbiamo un vincolo assoluto di non edificazione sulle zone boscate". E, quindi, ha escluso un movente legato alla speculazione edilizia o a interessi legati al mondo della forestazione in generale ma ha notato che "se un incendio parte alle 22 quando c'è vento e sembra poi appiccato da più parti, sembra davvero frutto di una mente criminale ma con aspetti e pulsioni che definirei psichiatriche". 

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