Piazza San Carlo, presi ragazzi delle rapine con spray, crearono panico
Nella calca morì una donna e ci furono mille feriti

Svolta, dopo circa 8 mesi di indagini, nell'inchiesta sui fatti avvenuti in piazza San Carlo a Torino il 3 giugno scorso. Dieci persone sono state colpite da provvedimenti cautelari emessi dalla autorità giudiziaria torinese nell'ambito dell'inchiesta sulla rapina all'origine del fenomeno di panico scoppiato fra la folla riunita nella piazza in occasione della proiezione della finale di Champions Juventus-Real Madrid: i dieci sono accusati di aver scatenato una paura di massa tra la gente, spruzzando spray urticante nel tentativo di derubare i tifosi.

Sono tutti membri di una banda di giovani tra i 18 e i 20 anni, di origini magrebine, alcuni con la cittadinanza italiana, che, per gli inquirenti, avrebbero agito anche altre volte con metodo analogo in grandi raduni e manifestazioni pubbliche nel nord Italia e in Olanda,  Francia, Germania e Belgio. Il gruppo ha colpito, sempre con spray urticante, anche al concerto di Elisa durante l'inaugurazione delle Ogr a Torino nella notte fra il 3O settembre e il primo ottobre scorsi.
Per 7 dei 10 soggetti è scattata la custodia cautelare in carcere mentre uno è finito agli arresti domiciliari e due sono sottoposti all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.  Quattro di loro (Sohaib Bouimadaghen, Hamza Belghzi, Mohammed Machmachi, Aymene Es Sabi) erano presenti in piazza San Carlo la sera del 3 giugno. Bouimadaghen, nato a Ciriè (TO) classe 1998, cittadino italiano  residente a Torino, ha confessato durante l'interrogatorio avvenuto nella notte scorsa.

Il modus operandi della gang è emerso dall'esame delle utenze telefoniche e dai profili social dei giovani componenti del gruppo. Il controllo delle comunicazioni telefoniche ha condotto gli investigatori a dire che quattro di loro erano in piazza quella sera a Torino il 3 giugno. Lo stesso Bouimadaghen in un post su Facebok del 4 giugno 2017 scrisse: "Ve ne accorgete solo quando queste cose vi toccano la pelle".

Per gli incidenti del 3 giugno sono già state presentate richieste di risarcimento danni per milioni di euro da parte dei feriti.
L'avvocato Stefano Gubernati, che assiste legalmente 3 persone coinvolte nella calca, ha espresso apprezzamento per il lavoro degli  inquirenti ma ha anche fatto notare:  "Noi aspettiamo: chiunque sarà individuato come processabile, imputato e non solo indagato, per valutare se sia responsabile a qualunque livello di ciò che è successo, noi ci costituiremo parte del processo. Faremo - dice il legale - il nostro ruolo di parte civile ai fini dei risarcimenti".

Nell'inchiesta sulle responsabilità nei confronti di pubblici amministratori, funzionari e amministratori di aziende private, responsabili, per i pm, a vario titolo di omessa predisposizione di misure di sicurezza nelle scorse ore è stata disposta la chiusura indagini: 15 gli indagati tra cui la sindaca di Torino, Chiara Appendino, e l'ex questore Angelo Sanna. Sette, invece, le posizioni per cui è stata chiesta l'archiviazione, fra cui quella del prefetto, Renato Saccone.
"Voglio manifestare il mio assoluto apprezzamento per l'atteggiamento manifestato da tutti gli indagati, fra cui la sindaca Appendino", ha riferito il capo della procura di Torino Armando Spataro che in conferenza stampa si è complimentato con il questore Francesco Messina e gli altri investigatori, pm e polizia, per il lavoro di squadra. Il procuratore ha parlato di un rispetto istituzionale della prima cittadina e degli altri indagati "che dimostra come ci sia la volontà di difendersi nel processo e non dal processo".
Le indagini proseguono per chiarire le ulteriori responsabilità del gruppo criminale.

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