Pavia, brucia un capannone di rifiuti plastici: allarme nube tossica
Il rogo divampato nell'edificio in disuso da anni

Le fiamme alla fine sono state domate e nessuno a Corteolona e Genzone e a Inverno e Monteleone ha dovuto lasciare la propria casa. La paura, però, è stata tanta. Quello divampato ieri sera, intorno alle 19.30, in un capannone abbandonato di proprietà di una immobiliare di Milano è l'ultimo di una lunga serie di incendi che negli ultimi mesi sono scoppiati nelle campagne pavesi.

Gli abitanti della zona sono stati invitati dal sindaco Angelo Della Valle a restare in casa, con le finestre chiuse, e a rivolgersi ai presidi sanitari in caso di disturbi alle vie respiratorie, dopo che  l'area è stata investita da una nube nera che si è sprigionata dalle fiamme. A bruciare, tra l'altro, anche plastica e pneumatici.
L'ordinanza riguarda anche le attività commerciali e industriali e prevede il divieto di pascolo degli animali. Prescrizioni che resteranno finché tutte le macerie, nelle prossime ore, saranno rimosse.

Immediato l'intervento dell'Arpa, che già nella notte ha inviato il proprio personale per fare le analisi e valutare i rischi per la salute pubblica. "Dalla verifica dei valori degli inquinanti generici tipici degli incendi ù spiega l'agenzia in una nota ù come NO2 (biossido di azoto) e SO2 (biossido di zolfo), rilevati dalle centraline della qualità dell'aria nella zona intorno al luogo dell'incendio, non si evidenzia alcuna anomalia rispetto al loro consueto andamento giornaliero. Il monitoraggio dei microinquinanti" come diossina e ipa  "attraverso il campionatore ad alto volume, invece, prosegue per altre 24 ore". Per conoscere i risultati, quindi, bisognerà attendere i prossimi giorni.

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