Corleone, Pascucci: "Espulso da M5s. La foto con il nipote del boss? La rifarei"

Parla il candidato sconfessato da Di Maio per aver aperto al dialogo con i parenti dei mafiosi

"Sarò espulso dal Movimento 5 Stelle, ma il mio impegno a Corleone continua", così a LaPresse, il candidato sindaco del M5S sconfitto a Corleone, tornato al voto dopo due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose. Maurizio Pascucci, scomunicato da Luigi Di Maio per una foto postata su Facebook con il nipote del boss Bernardo Provenzano e per le sue aperture al dialogo con i parenti dei mafiosi, afferma: "Non rinnego nulla, la rifarei".

Pascucci, com'è andata?
"Ha vinto Nicolò Nicolosi, che a Corleone ha già fatto il sindaco. Si merita il posto: è stato premiato per il suo programma, diverso dal mio e che non condivido. Una cosa è chiara: i cittadini hanno preferito una certezza conosciuta al rinnovamento".

Il due di picche del vicepremier Luigi Di Maio ha influito sulla sconfitta?
"La presenza di Di Maio al comizio finale avrebbe migliorato il risultato, ma sicuramente non capovolto".

Aver postato su Facebook la fotografia con il nipote del boss Provenzano le è costato caro.
"Sarò espulso dal Movimento 5 Stelle per questo, ma il mio impegno a Corleone continua. Non rinnego nulla, non ho nessun pentimento. La rifarei".

Come giudica il provvedimento dell'espulsione?
"Le decisioni e le sentenze si rispettano. È Di Maio a decidere il da farsi. Io e la mia squadra siamo ancora convinti che l'argomento andava trattato, e non sarebbe stato corretto non affrontarlo per una manciata di voti".

Ha parlato con i 'suoi', dopo aver saputo di essere scomunicato?
"Ho ricevuto solidarietà da tantissimi attivisti, ma parlamentari nessuno. Probabilmente nell'organizzazione politica del Movimento prevale il rispetto nei confronti del capo che prende le decisioni".

Perché aprirsi al dialogo con i parenti di chi ha stuprato (non solo) la Sicilia?
"A Corleone i famigliari dei mafiosi vogliono rompere i rapporti con le famiglie di appartenenza. La scelta di affrontare il tema dell'apertura al dialogo era stata condivisa in campagna elettorale con i parlamentari 5 Stelle del territorio e della commissione antimafia".

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